Un tempo erano elementi fastidiosi e scomodi. Ora sono presenze glamour e innovative. Un tempo erano esclusivamente tecnici e anonimi, ora sono supercelebrati. Parliamo dei radiatori, tema che dal mondo della componentistica edilizia seriale e banale è slittato a pieno titolo nel dominio del design.
Dobbiamo ammettere che le performance più spettacolari e rivoluzionarie sono rintracciabili nell'arredobagno, dove la funzione del riscaldamento ambientale si coniuga con altre. L'invenzione dello scaldasalviette, avvenuta negli anni '80, è un fenomeno perfino superato. La ricerca tipologica e formale, oggi, va ben oltre la (ormai) tradizionale "scaletta" su cui riporre gli asciugamani. Ed è evidente che questo processo è il frutto di una disponibilità tecnologica nella gestione di valvole, saldature, giunti e stampi.
Il lancio di un n uovo modello è associato a un moto di scalpore, che va ben oltre a quello generato da nuove proposte in fatto di laptop o di telefonino. Ai radiatori della nuova generazione si associano nuovi valori come la texturalità, la modularità customer care, la totemicità e addirittura lo sconfinamento nell'opera d'arte (!!). I caloriferi possono rispondere a un gusto ludico-pop o a quello tecno-spaziale, ma possono anche assorbire sistemi-display per il controllo qualitativo della stanza.
Nell'ambiente-bagno è la complessità funzionale a "produrre" nuovi comportamenti. Se in un living-room ci si limita alla valenza contemplativa ed'immagine del calorifero, nel bagno si innescano gestualità più ricche e progressiste.