L'immaginario fantascientifico ci ha regalato un gran numero di auto volanti. Il filone di cinema, cartoon e fumetti ha sempre anticipato le ricerche del design, impegnate a far evolvere l'automobile per piccoli passi. Anche se gli ostacoli tecnici sono ancora notevoli, il design si sta dimostrando ormai maturo per gestire nuove forme e nuove tipologie di veicoli. È soprattutto la capacità di esplorare nuove sintesi creative, di contaminare temi e linguaggi…
In questo senso, appare convincente la Audi Shark Hovercraft, realizzata virtualmente dal 26enne turco Kazim Doku e premiata nell'ambito del contest "Desire Design", lanciato presso la Domus Academy di Milano in collaborazione con Audi.
L'idea di partenza è stata concettualmente semplice: realizzare un'ipotetica vettura sportiva Audi che riprendesse forme e suggestioni dalle attuali R8, TT o A5/S5 (figlie dello stile di Walter De' Silva), ma del tutto priva di ruote, capace di spostarsi mediante un sistema a cuscino d'aria. Inevitabile, dunque, l'associazione di idee tra le forme della vettura e quelle di uno squalo ("shark", appunto), che ha dato origine a una sorta di veicolo molto affusolato, a metà strada tra una coupé e una speeder bike di Guerre Stellari.
La posizione di guida è simile quella di una motocicletta (o di una moto d'acqua). L'abitacolo è coperto da una cupola vetrata sollevabile. Interessante la forma degli ormai canonici LED Audi, inseriti tridimensionalmente in tubo curvo trasparente, a definire gli angoli della vettura. Il frontale si ispira alle vetture sportive a cofano lungo, mentre la coda di solleva verso l'alto, lasciando spazio a un alettone inferiore che permette il controllo del veicolo. Da notare anche gli specchietti retrovisori, molto affusolati ma di impianto tradizionale.
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