Da lunedì 14 dicembre milanesi e non potranno ammirare il percorso sotterraneo che si nasconde sotto il sagrato del Duomo e che si risveglia ora dopo un restyling durato un anno e mezzo. Il nuovo allestimento comprende passerelle e collegamenti tra gli antichi resti, consolidamento dei muri e restauro di superfici affrescate e pavimenti, rifacimento delle parti non- archeologiche e strutture di copertura addolcite usando luci e colori. C’è chi lo chiama “utero della chiesa” e chi “cuore pulsante della Milano medioevale”.
Di certo, varcando la soglia dell’area archeologica che racchiude il battistero di San Giovanni alle Fonti e l’abside di Santa Tecla, si respirano secoli di storia. Proprio lì, nel 387, Sant’Ambrogio battezzò Sant’Agostino.
L’opera di riqualificazione, cominciata a luglio 2008 e appena conclusa, è costata tra i 600 e i 700mila euro, ed è stata realizzata grazie al contributo degli assessorati alla Cultura di Regione e Provincia, della Veneranda Fabbrica del Duomo, dell’istituto di Archeologia dell’università Cattolica.
Il cantiere ha puntato al recupero e alla salvaguardia delle strutture originali, tramite il restauro dei resti murari, lapidei e pittorici, e al rifacimento del percorso di visita, dell’illuminazione e dell’ambientazione. Non sono mancate indagini, nuove esplorazioni e analisi. Preziosi i nuovi pannelli didattici e didascalici aggiornati (in tutto 18) e le variopinte tessere dei mosaici raccolte insieme ad altri oggetti dentro le vetrine, che aiutano a immaginare i rivestimenti e le decorazioni di un tempo su pareti e soffitti.
Durante l’inaugurazione ufficiale, il 10 dicembre, l’architetto Francesco Doglioni, curatore del restauro, spiega «È stato concepito senza indugiare troppo sugli aspetti spettacolari, ma lasciando la possibilità di un rapporto diretto e intimo con il sito». Presente anche Massimo Zanello, assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie: «Questo intervento - dichiara - è finalizzato a rendere fruibile alla collettività un patrimonio culturale di alto valore spirituale oltre che storico. Ringrazio e mi complimento con tutti coloro che hanno contribuito ». Grande soddisfazione esprime Angelo Caloia, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo, e il direttore Benigno Mörlin Visconti. Intervenuti anche Novo Umberto Maerna, vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia, Raffaella Poggiani Keller, sovrintendente dei Beni archeologici della Lombardia, Maria Luisa De Natale, pro-rettore del l’università Cattolica, e monsignor Luigi Manganini, arciprete della cattedrale.