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Nuova luce per il museo sotterraneo della fabbrica del Duomo milanese

Un allestimento, con percorso accessibile ai diversamente abili, pannelli didattici e vetrine per mettere in mostra i frammenti murari e pittorici

restauro - 14/12/2009

Da lunedì 14 dicembre milanesi e non potranno ammirare il percorso sotterraneo che si na­sconde sotto il sagrato del Duomo e che si risveglia ora dopo un restyling durato un anno e mezzo. Il nuovo allestimento comprende passerelle e collega­menti tra gli antichi resti, con­solidamento dei muri e re­stauro di superfici affrescate e pavimenti, rifacimento delle parti non- archeologiche e strutture di copertura addol­cite usando luci e colori. C’è chi lo chiama “utero della chiesa” e chi “cuore pulsante della Milano medioevale”.
Di certo, varcando la soglia dell’area archeologica che racchiude il battiste­ro di San Giovanni alle Fonti e l’abside di Santa Tecla, si respirano seco­li di storia. Proprio lì, nel 387, Sant’Ambrogio battezzò Sant’Agostino.

L’opera di riqualificazio­ne, cominciata a luglio 2008 e appena conclusa, è costata tra i 600 e i 700mila euro, ed è stata realizzata gra­zie al contributo degli assesso­rati alla Cultura di Regione e Provincia, della Veneranda Fabbrica del Duomo, dell’isti­tuto di Archeologia dell’uni­versità Cattolica.
Il cantiere ha puntato al recu­pero e alla salvaguardia delle strutture originali, tramite il restauro dei resti murari, lapi­dei e pittorici, e al rifacimento del percorso di visita, dell’il­luminazione e dell’ambienta­zione. Non sono mancate in­dagini, nuove esplorazioni e analisi. Preziosi i nuovi pan­nelli didattici e didascalici ag­giornati (in tutto 18) e le vario­pinte tessere dei mosaici rac­colte insieme ad altri oggetti dentro le vetrine, che aiutano a immaginare i rivestimenti e le decorazioni di un tempo su pareti e soffitti.

Durante l’inaugurazione ufficiale, il 10 dicembre, l’architetto Francesco Doglioni, curatore del restauro, spiega «È stato concepito sen­za indugiare troppo sugli aspetti spettacolari, ma la­sciando la possibilità di un rapporto diretto e intimo con il sito». Presente anche Massimo Za­nello, assessore regionale alle Culture, Identità e Autono­mie: «Questo intervento - di­chiara - è finalizzato a rendere fruibile alla collettività un pa­trimonio culturale di alto va­lore spirituale oltre che stori­co. Ringrazio e mi compli­mento con tutti coloro che hanno contribuito ». Grande soddisfazione esprime Ange­lo Caloia, presidente della Ve­neranda Fabbrica del Duomo, e il direttore Benigno Mörlin Visconti. Intervenuti anche Novo Umberto Maerna, vice­presidente e assessore alla Cultura della Provincia, Raf­faella Poggiani Keller, sovrin­tendente dei Beni archeologi­ci della Lombardia, Maria Luisa De Natale, pro-rettore del l’università Cattolica, e monsignor Luigi Manganini, arciprete della cattedrale.

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