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Alvar Aalto. Progetto di complesso residenziale a Pavia

"Onde anomale" lungo il fiume: spazio, architettura, territorio e innovazione

Alvar Aalto. Progetto di complesso residenziale a Pavia

Alvar Aalto. Progetto di complesso residenziale a Pavia

  • AutoreVittorio Prina
  • EditoreGangemi
  • Edizione2011
  • Pagine208
  • Prezzo€ 28,00
Architettura di carta - 02/02/2012

L'architetto Vittorio Prina, professore presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano, dedica un volume di analisi a un progetto di complesso residenziale redatto nel 1966-68 da Alvar Aalto e mai realizzato. Denominato “Patrizia” e progettato insieme a Elissa Aalto e Leonardo Mosso, è collocato nella periferia ovest di Pavia in località San Lanfranco.

La struttura morfologica principale è basata su «un reticolo ondulato» che rappresenta la «costante variabile», «uno schema proiettante ondulato e continuo». L'altezza degli edifici varia gradualmente da nove a sette, a cinque piani e viceversa. Gli edifici in linea a giacitura curvilinea sono orientati lungo l'asse nord ovest – sud est, parallelamente all'asse autostradale, e sono alternati cosí da creare grandi spazi/corti aperte a forma allungata che “fluiscono” gli uni nei successivi, delimitati dagli edifici curvilinei stessi, conformando spazi che si “allargano” e si “restringono” in successione lungo l'asse longitudinale. La soluzione costituisce un nuovo concetto di città nel quale le corti non sono da catalogare nell'accezione storica di spazi chiusi e delimitati ma costituiscono spazi “fluidi” delimitati da volumi curvilinei in pianta e alzato la cui percezione è costantemente variabile.

Stupisce, nel progetto aaltiano, la qualità e l'unitarietà delle soluzioni proposte per i singoli nodi progettuali; la possibilità di realizzare il complesso per parti; la dotazione di servizi pensati quali elementi di mediazione e di aggregazione tra le parti stesse che compongono il quartiere a determinare un complesso sovrapporsi di sistemi; la particolare attenzione dedicata all'«inserimento ambientale» del progetto in uno dei luoghi di maggior pregio del corso pavese del fiume Ticino, e al complesso storico monumentale costituito dalla basilica di San Lanfranco, vero e proprio elemento nodale e di mediazione del progetto con la matrice storica del luogo, del costruito con lo spazio aperto a verde pubblico.

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