Fernando Guerra, famoso fotografo di architettura, ha pubblicato alcune immagini della casa-studio a Oporto, in Portogallo, che l'architetto Alvaro Leite Siza, figlio del pluripremiato Alvaro Siza, ha progettato e costruito per se stesso.
La casa è stata completata all'inizio di questa estate da Siza dopo 12 anni di progetto e costruzione.
In questo progetto, nato da schizzi a mano libera che condensavano i problemi, le tensioni, i conflitti, le discordanze, e i drammi che coinvolgono l'attività dell'architetto, Siza ammette che ha voluto "affermare un nuovo classicismo" che dalle forme organiche si trasforma in un'astrazione geometrica. Spazi di transizione, portici, lampade, la luce, le maniglie delle porte, le porte stesse, i corrimano, e anche alcuni dipinti e gli arredi sono stati progettati dall'architetto, ma abbinati a opere del secolo XIX che si adattano all'ambiente completando la creazione di uno spazio che non si limita a creare un'atmosfera di puro immaginario architettonico. E' un ambiente totale, in cui le idee chiare e definite usano la materia per definirsi con imponente autorevolezza nello spazio.
La volumetria della casa-atelier è organizzata per sezioni verticali e orizzontali. Un programma costituito da un atelier affacciato sulla strada, un garage e aree di servizio e di lavoro e, infine, la casa stessa collegata con il giardino.
Il piano sotterraneo corrisponde quasi esclusivamente alle fondazioni con qualche funzione di servizio, il piano terra, in granito, corrisponde alle aree pubbliche e sociali, quindi di rappresentanza, come anche il piano superiore.
Se da un lato il piano terra esprime la propria intimità verso l'esterno, che si manifesta creando le numerose aperture che si trasformano in alcuni tratti nei portici di transizione tra esterno e interno, i ripetuti lucernari per l'ingresso della luce naturale; per contro, il piano superiore implode su se stesso. L'apparente aggressività delle forme esterne crea tensioni simboliche e pressioni che si riconoscono dall'esterno all'interno, riducendo la loro volumetria per dare vita a un'immagine figurativa. Attraverso una rigorosa astrazione geometrica è reso possibile il sistema costruttivo, costruito da losanghe unite in diversi angoli e spigoli, cosa che conferisce alla struttura una maggiore tridimensionalità. Questo ha determinato anche le proporzioni ricercate nel progetto, vale a dire l'orizzontalità predominante, l'orientamento predefinito, e la scultorea presenza della casa atelier nel contesto definito.