Già nelle pagine (virtuali) di questo portale ci eravamo occupati di una possibile cifra femminile nel design d’arredo. Effettivamente dimostrammo che la “mano” del gentil sesso, in questo campo è assai riconoscibile, ma siamo incuriositi da un trend che in questi ultimissimi anni ha occupato una parte ben definita del design d’arredo. Accanto a superfici interattive, strutture cromate e volumi curvi, ecco che viene rilanciato il tema del pizzo e del merletto per tavolini, lampade sedie poltrone e divisori interni.
Chi avrebbe mai detto che l’espressione più frivola e vezzosa del mondo delle donne avrebbe fatto la sua ricomparsa dopo anni di femminismo d’assalto, di invenzioni digitali e di influenze rock? Ma non si tratta di un riflusso nostalgico e sessista. Alla base ci sono due atteggiamenti ben precisi: da un lato una trasversalità che arriva anche lì; dall’altro troviamo una padronanza tecnologica che consente di archiviare in via definitiva il tombolo e l’uncinetto.
Il lato più rassicurante di questo trend è l’ironia: che bello reinterpretare le forme della nonna con il calcolo digitale e con il poliestere!!! Che bello sostituire il cotone bianco con una trama verde acido… e via così. Mentre il Post-modern trascriveva le forme supreme della classicità aulica, con chiari intenti monumentalistici, le ricerche di Paola Navone e Patricia Urquiola vanno a recuperare le forme di una quotidianità anonima e senza tempo.