In occasione del 90° anniversario della fondazione della scuola Bauhaus e 20 anni dopo la caduta del muro di Berlino, il Museo Martin Gropius-Bau di Berlino ed il MoMA di New York (che ospiterà la stessa mostra dall'8 novembre al 25 gennaio 2010), presentano per la prima volta congiuntamente, una mostra con circa 1.000 oggetti che sarà la più ampia e dettagliata mai organizzata sulla scuola. L’esposizione di Berlino, inaugurata il 22 luglio e visitabile fino al 4 ottobre 2009, raccoglie gli archivi delle tre sedi storiche del movimento Bauhaus, tra Weimer, Dessau e Berlino (il Bauhaus Archive di Berlino, lo Stiftung Bauhaus di Dessau e il Klassik Stiftung di Weimar).
Il Museum of Modern Art, a New York, ha inviato 25 oggetti a Berlino e presenterà la propria mostra "Bauhaus 1919 - 1933. Laboratori per la modernità", con inizio dall'8 novembre a New York.
Sotto il titolo "Bauhaus. A Conceptual Model", la rassegna di Berlino racconta la storia di questa singolare scuola: interdisciplinare, di sperimentazione didattica, con il concetto di workshop orientato alla pratica, l'esercizio delle risposte alle questioni sociali, la propagazione di estetica funzionale, nonché la sperimentazione di nuove tecniche e materiali in architettura e il design. Allo stesso tempo, la mostra rivela come lo sviluppo del movimento Bauhaus sia stato caratterizzato da molti cambiamenti del concetto stesso. Le controversie sui metodi e sui contenuti ne hanno influenzato il lavoro, così come le aggressioni a sfondo politico, cui è stata sottoposta la scuola Bauhaus fin dall'inizio.
Il titolo della mostra illustra la motivazione della Bauhaus di impostare un modello per la progettazione. Nel corso della sua esistenza - anche se con accentuazioni mutevoli - sotto la guida dei suoi tre direttori Walter Gropius (1919-1928), Hannes Meyer (1928-1930) e Ludwig Mies van der Rohe (1930-1933), il movimento Bauhaus si è ritrovato gravato del compito di porre un esempio per la creazione di design: non solo per quanto riguarda il nuovo tipo di scuola, ma anche come avanguardia nello sviluppo di arte e architettura contemporanea, come laboratorio per lo sviluppo di modelli per l'industria e, ultimo, ma non meno importante, come forza di cambiamento nella società, con il suo interesse nel dare l'uomo moderno e il suo ambiente una nuova forma.
La mostra si sviluppa per ordine cronologico, rievocando a suon di documenti, le varie fasi della vita della scuola.
n.piro
17 agosto 2009 alle 23:37:14
Tutto vero, meritato ed esatto quello che si dice e si scrive sul Bauhaus. Non si dimentichi, tuttavia, che all' Avanguardia degli anni Dieci del XX Secolo non possono essere sottratte quelle russa, italiana e olandese di "De Stijl", non meno coraggiose, innovative e rivoluzionarie del Bauhaus. In particolar modo è stata l' architetura futurista ad influenzare in maniera deteminante l' architettura moderna del XX Secolo nel suo pendolare tra razionalità e irrazionalità, oggesttività e pathos. La condanna di A. Sant' Elia, W. Gropius, M.v.d. Rohe, A. Loos, Le Corbusier del "Classicismo" fu più uno scatto di protesta teso a camuffarne la grande forza magnetica. È Sant' Elia che nel Manifesto si lascia sfuggire che dal XVIII Secolo non si era più avuto architettura, Un omaggio per negativum al Classicismo, dunque. Con Loos a ricordare nei suoi scritti ed edifici un Dorico "großartig" (grandioso o magnificente) e Le Corbusier il quale, per le complesse facciate dei suoi edifici elabora riflessioni di proporzionalità ricondotte alla sezione aurea, titola il Partenone con tnerezza: "machine à émouvoir" (eccitante, se non commovente). Un percorso che per l' Italia si sublimizza nel Razionalismo architettonico degli Tranta. Dopo si entra nel buio. Che continua.