Storie di ingegneria - Giulio Pizzetti e le strutture in architettura | Architetto.info

Storie di ingegneria – Giulio Pizzetti e le strutture in architettura

Storie di ingegneria – Giulio Pizzetti e le strutture in architettura

Figura di spicco sia sul piano progettuale che accademico, Giulio Pizzetti nasce a Parma nel 1915, frequenta il Regio Istituto di Ingegneria di Pisa fino al 1934 per poi completare gli studi al Politecnico di Torino. Si laurea in ingegneria civile (sottosezione idraulica) a soli 22 anni, con una tesi dal titolo “Studio sulla stabilità dell’equilibrio elastico” con relatore il Prof. Gustavo Colonnetti e per la quale riceve l’anno successivo il premio ing. Moise Vita-Levi per la migliore tesi.
Appena laureato inizia la carriera universitaria al Politecnico di Torino, come assistente nel Laboratorio di prove dei materiali, del prof. Colonnetti, con Franco Levi, che l’anno dopo dovrà fuggire perseguitato dalle leggi razziali e che così ricorderà quel tempo.
Negli anni Quaranta svolge attività di ingegnere consulente per la ditta Agudio, che opera nel campo delle costruzioni in ferro (funicolari, funivie,etc.) e probabilmente collabora nelle opere per la costruzione dei grandi tralicci dell’attraversamento dello stretto di Messina, progettati da Arturo Danusso. Richiamato alle armi, continua a studiare e il 10 maggio 1943, consegue l’abilitazione alla libera docenza in Scienza delle Costruzioni.
A guerra finita lo troviamo Assistente Straordinario a titolo provvisorio alla cattedra di Scienza delle Costruzioni al Politecnico di Torino (1945-47) e incaricato di svolgere un corso libero su Nuovi Orientamenti della Scienza delle Costruzioni (1946-47). Intanto partecipa al concorso per la cattedra di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Firenze. Nel 1947 con Franco Levi pubblica “Nuovi orientamenti di Scienza delle Costruzioni”, una sintesi di ricerche molto concrete sull’equilibrio elasto-plastico e sul cemento armato precompresso, che destò un certo interesse tanto da necessitare subito di una ristampa.
Nel 1948 si trasferisce con la famiglia in Argentina. Qui lavora a varie opere tra cui gli hangar all’aeroporto Ezeiza di Buenos Aires, il Gasdotto Commodoro-Rivadavia, la Fabbrica di piastrelle Olavarra.
Dal 1956 si stabilisce definitivamente in Italia, dove avvia un proficuo rapporto con la Reale Mutua Assicurazioni, per la quale, tra le altre cose, progetterà il primo edificio del Corso Sicilia, asse principale nel progetto di riqualificazione del nuovo centro della città di Catania.
Si segnalano anche la Villa Magentina housing center a Milano (1965), le Strutture della Banca d’Italia a Padova (1968-74), le Strutture edificio Reale Mutua Assicurazione in via Cusani a Milano (Ora Uno Hotel) (1970).
A fianco dell’attività progettuale, Pizzetti diventa un riferimento sul piano della docenza: dal 1959 insegna Scienza delle Costruzioni allo Iuav, dove nel 1966 entrerà nel ruolo per la cattedra di Tecnologia dei materiali e tecnica delle costruzioni.
Giulio Pizzetti, oltre all’incarico presso la Reale Mutua Assicurazioni ha svolto nel tempo una assidua attività professionale, prima (1965-69) in Euroconsult e poi, una volta cessata questa esperienza, in Eurotec.
Dal 1975 si dedica con passione ai problemi del restauro strutturale di edifici monumentali e di interesse storico : Museo Egizio, Palazzo Carignano, Castello di Venaria Reale, Palazzo degli stemmi (Torino), Santuario di Vicoforte di Mondovì, partecipando a convegni e conferenze e stringendo rapporti con alcune scuole europeee (Institut für Technologie di Karlsruhe, Universidad Politécnica di Madrid). Scompare nel 1990.

L’e-book curato da Fausto Giovannardi alterna una ricostruzione storica dettagliata, elaborata anche grazie a preziosi materiali familiari, a un’analisi delle principali innovazioni tecniche introdotte da Pizzetti nei suoi lavori.

Categoria
Autore Fausto Giovannardi

Scarica il file



Potrebbero interessarti
Storie di ingegneria – Giulio Pizzetti e le strutture in architettura

Architetto.info