Infrastrutture e luoghi di transito: anche il tribunale regola la trasformazione del territorio | Architetto.info

Infrastrutture e luoghi di transito: anche il tribunale regola la trasformazione del territorio

Infrastrutture e luoghi di transito: anche il tribunale regola la trasformazione del territorio

La trasformazione di un territorio per fini urbanistici avviene rispettando non solo le zone o fasce di rispetto ma anche dei precisi indici e parametri urbanistici.

Le zone o fasce di rispetto sono le parti del territorio comunale in cui è vietata l’edificazione, indipendentemente dalla destinazione di Piano. Sono quindi zone vincolate, in cui il vincolo è imposto dalla legge o dagli strumenti urbanistici generali per motivi di tutela dell’interesse pubblico, ovvero per la vicinanza a luoghi od opere di interesse pubblico quali strade, ferrovie, aeroporti, risorse idriche, cimiteri, beni di interesse storico artistico, bellezze naturali, demanio marittimo ed aree militari, antenne TV, ecc.

La natura inedificabile di una zona di rispetto è stata più volte confermata in sede giurisprudenziale (v. Corte di Cassazione, Sez. I, n. 11830 del 21 maggio 2009; Cons. Stato, IV, 27 ottobre 2009, n. 6547), al punto che in caso di esproprio, l’inserimento di un terreno in una di tali zone influisce in modo determinante sull’entità dell’indennizzo; ma la destinazione a zona di rispetto di un terreno non costituisce, da un punto di vista giuridico, vincolo di inedificabilità preordinato all’esproprio, soggetto a decadenza quinquennale, né comporta la corresponsione di alcun indennizzo. Il vincolo di rispetto è, infatti, un vincolo di natura conformativa e quindi non è soggetto a decadenza (Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 4259 del 31 luglio 2007; T.A.R. Umbria Perugia, 12 luglio 2007, n. 554). La superficie delle zone di rispetto, inoltre, rientra nella superficie fondiaria o territoriale e può essere legittimamente computata ai fini del calcolo della superficie e della volumetria edificabile.

Gli indici e parametri urbanistici sono, invece, tutti gli indici ed i parametri che regolano l’urbanizzazione di un’area, proporzionando le strutture e le relative necessarie infrastrutture. Questi vengono definiti in sede di pianificazione urbanistica comunale dalle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del Piano Regolatore Generale (P.R.G.) e dal Regolamento Edilizio per disciplinare qualsiasi intervento di trasformazione si vada ad operare sul territorio, in particolare quello edilizio, al fine di una più razionale distribuzione tra spazi destinati ad insediamenti residenziali e/o produttivi e spazi destinati ad infrastrutture, attrezzature e servizi pubblici.

Finora solo in alcuni casi la legislazione nazionale e/o regionale ha dato una definizione puntuale del termine adottato o ha fissato dei valori minimi o massimi da osservare nella redazione delle norme, derogabili da parte delle amministrazioni comunali solo in senso più restrittivo. Per il resto le definizioni sono state personalizzate da ogni singolo Comune.

Nel dossier da scaricare gratuitamente la panoramica giurisprudenziale si concentra sul tema.

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