Capitali europee e altre città italiane celebrano il primo secolo di vita della corrente d'avanguardia partita dal nostro Paese per divenire celebre in tutto il mondo inaugurando una rivoluzione culturale senza precedenti. Dal 20 febbraio, esattamente a cento anni di distanza, ROMA rende il suo tributo con FUTUROMA, la manifestazione dal calendario ricco di iniziative di risonanza internazionale ed eventi cittadini, grazie al progetto realizzato dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il Ministero degli Affari Esteri. Il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti codificò la filosofia artistica del movimento pubblicando il "Manifesto del Futurismo" (1909), rilasciato inizialmente a Milano e in seguito sul quotidiano francese "Le Figaro" il 20 febbraio. E per il 20 febbraio 2009 Roma lascerà le mostre aperte fino all'una di notte; l'antico Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, si trasformerà nel Performing Media Point, un ambiente interattivo dove poter navigare nel geoblog attraverso le mappature dei luoghi della memoria futurista a Roma. A Piazza Colonna è prevista la spettacolare performance di Pittura estrema che dipingerà una grande tela posta sulla facciata di Palazzo Wedekind, sede del quotidiano Il Tempo. Piazza Venezia e Piazza del Popolo invece, saranno collegate dalla luce grazie al progetto 'Nuove Iridescenze'
Dopo il 20 febbraio, il programma di FUTUROMA continuerà con quattro notti di jazz ispirate alla musica e alla cultura futuriste e ancora musica, arte, cinema, dibattiti e convegni attraverso il coinvolgimento di grandi istituzioni come ad esempio il Teatro dell'Opera dove è in programma, dal 7 al 10 maggio, lo spettacolo 'Il Futurismo the bad boys of piano'. La poesia futurista è invece riproposta da uno spettacolo di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime: "Il poeta straniero, ovvero Straniero Ugo", al teatro Brancaccio il 18 ed il 19 aprile.
Non poteva mancare di rendere il suo tributo MILANO, città dove il Futurismo nacque e si formò. Ritorna con la mostra Futurismo 1909-2009 Velocità+Arte+Azione che i suoi curatori, Giovanni Lista e Ada Masoero, giustamente ritengono "esplosiva", posta sotto l'alto patronato della presidenza della Repubblica, promossa dal Comune e dalle edizioni Skira nella persona del suo presidente Vitta Zelman, prodotta da Palazzo Reale. La grande esposizione occuperà l'intero piano terra della Reggia milanese ed è l'evento centrale di un programma di iniziative che si annuncia ricchissimo: manifestazioni di teatro, cinema, danza, moda che trasformeranno il capoluogo lombardo nella capitale appunto del Futurismo.
Intitolata al trinomio Velocità+Arte+Azione, l'esposizione si propone di documentare l'intero campo d'azione della creatura di Filippo Tommaso Marinetti e di rileggerlo nella sua intera estensione, fino agli anni Trenta da un lato e poi nel secondo dopoguerra quando artisti come Burri, Fontana, Dorazio, Schifano, i "poeti visivi" Miccini e Pignotti guardarono a quell'eredità o le resero un esplicito omaggio Scandita in varie sezioni, la mostra si apre infatti con una panoramica della cultura visiva lombarda di fine Ottocento, dove si incontrano Alberto Marini e Medardo Rosso, l'arte impegnata di Pellizza da Volpedo e i "cinque cavalieri" dei manifesti pittorici del 1910: Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini.
Una sezione a parte è poi dedicata al fondatore Marinetti, vero detonatore del nuovo corso dell'arte italiana e che serve come introduzione a quella sugli Anni Dieci del Dinamismo plastico, gli anni Venti dell'Arte Meccanica, i Trenta dell'Aeropittura per terminare con il dopo-futurismo, bilancio ed eredità della seconda metà del Novecento. In una apposita saletta-cinema, un montaggio di spezzoni di film futuristi chiude il percorso dell'imponente rassegna.