Fare le cose a mano è l'anima della collezione Cut & Paste di Kiki van Eijk in collaborazione con Claudia Pignatale della Galleria Secondome di Roma. Materiali e tattilità sono i principi ispiratori di questi oggetti curiosi che riflettono il design senza computer e la bellezza del quotidiano.
Il gioco dei pieni e dei vuoti dà a questi pezzi un'atmosfera eterea, e allo stesso tempo l'idea del telaio grezzo e del filo di ottone che è punto comune di molti oggetti dà a essi sostanza, in contrasto con la morbidezza delle ceramiche e dei legni utilizzati.
Di alcuni non si distingue la funzione: eleganti credenze, lampade o entrambi? Metà trono, metà torretta di salvataggio da bagnino, ma anche lampada imponente. Una base dalla forma sinuosa realizzata in ceramica, ma sovrastata dalla scala in legno su cui è poggiata.
E ancora un pezzo in cui il riferimento a pezzi meccanici e ingranaggi industriali è evidente, ma allo stesso tempo la sua somiglianza con una culla o una carrozzina lo rende il più femminile della serie, complice il materiale, che per metà è realizzato il feltro. Ciò che lo fa risaltare è anche l'uso del blu, rispetto al verde visto nella maggior parte degli altri pezzi.
Ancora filo di ottone, fuso come cera, sopra una cupola di vetro, per un insolito orologio di non facile lettura. Ci rende più attenti al tempo, il più sfuggente dei tesori.
Orologi, specchi, credenze e porta oggetti, totem e lampade che sembrano oggetti di fantasia, incroci tra il mondo reale e quello delle idee e dei sogni, senza per una volta, passare dal computer.
Che sia una realtà ancora possibile, e soprattutto realizzabile? Certo non competitiva a livello globale, non spendibile sul mercato...ma ancora importante per ciascuno di noi come fonte di ispirazione, di evasione ma anche di contatto con un mondo reale di materiali e oggetti concreti, e non di visioni virtuali cui siamo così assuefatti.
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