Progettato nel segno dell'innovazione e della sostenibilita' energetica, il nuovo polo trentino aprira' i battenti nell'estate del 2013
È stata consegnata la struttura completata del Muse, il Museo delle Scienze di Trento, realizzato da Renzo Piano all'interno dell’ex area Michelin. Per il nuovo spazio espositivo comincia adesso l'allestimento, in vista dell'apertura prevista per l'estate del 2013. “Abbiamo lavorato dieci anni qui e questi dieci anni sono stati importanti; qui c'è coesione, c'è entusiasmo” ha commentato l'architetto genovese. “Siamo riusciti a fare questo edificio in tempo e rispettando il budget, quasi un miracolo. Questa però non è la fine del progetto; oggi vi è la consegna degli spazi alla città e al Museo, affinché vengano riempiti di contenuti. La vera sfida inizia ora.”
Realizzata quasi completamente in vetro (oltre 21.000 mq), la struttura è caratterizzata da una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti, richiamandosi, grazie alle linee che salgono dai livelli più bassi fino alle punte che “sfondano” la copertura, al contesto di montagna del museo.
Insieme alla copertura “a falde”, è la grande serra tropicale che in particolare caratterizza lo spazio espositivo, nel segno della flessibilità e della possibilità di essere adattato a particolari esigenze, anche “aprendosi” all'esterno. Il percorso è strutturato per offrire, in base a ogni tema affrontato, un approfondimento o un'esperienza interattiva. Gli spazi e i percorsi poi convergono nella grande hall centrale, punto di raccordo per il museo con il quartiere residenziale.
Il sistema degli impianti per il funzionamento dell’edificio è centralizzato, meccanizzato e sfrutta diverse fonti di energia rinnovabili (compresa quella solare, con l'impiego di celle fotovoltaiche e pannelli solari, e la geotermica, con lo sfruttamento di sonde a scambio termico). L'impianto energetico è accompagnato da una ricerca progettuale sulle stratigrafie, sullo spessore e la tipologia dei coibenti, sui serramenti ed i sistemi di ombreggiatura, al fine di innalzare il più possibile le prestazioni energetiche dell’edificio. Un sistema di serbatoi di acqua piovana, pannelli radianti e lucernari a funzionamento automatico garantiscono risparmio d'acqua, riscaldamento, illuminazione e ventilazione naturale. A garanzia della sua particolare attenzione in termini di sostenibilità edilizia, l'edificio è stato sottoposto alle procedure per il raggiungimento della certificazione Leed livello Gold.
Il progetto, dal costo complessivo di 70 milioni di euro, è stato affidato a Trento Futura Scarl con capogruppo Colombo Costruzioni, mentre le facciate sono state realizzate da Stahlbau Pichler con profili in alluminio Metra.
V.R.