La vicenda riguarda il noto architetto olandese Erick van Egeraat, a causa della mancanza di liquidità causata al suo studio dall'improvvisa cancellazione di progetti già avviati. Il futuro della Erick van Egeraat Associates, società di levatura internazionale con sedi a Londra, Budapest, Mosca, Praga e Rotterdam, è ora nelle mani di una società di diritto olandese, dopo che lo stesso van Egeraat si è detto nell'impossibilità assolvere ai suoi impegni. Per l'avvocato Raymond de Bok - nominato dal giudice olandese di gestire il caso - la colpa risiede nella crisi del credito, mentre gli osservatori attribuiscono il crollo di van Egeraat alla rapida espansione oltreoceano, all'esposizione eccessiva e agli sviluppi commerciali russi. A ciò si aggiunga il pesante onere personale dell'architetto Van Egeraat del controllo diretto di oltre 150 dipendenti, 50 progetti e cinque uffici. Per molti, l'origine dei suoi problemi sta essenzialmente nei progetti russi: un arcipelago artificiale da 330 ettari nel Mar Nero e due complessi a destinazione mista, commerciale e svago, nella regione siberiana del Khanty-Masiysk.
Una fonte vicino a Van Egeraat ha detto: "Ha vinto una serie di cause di risarcimento per il diritto d'autore su progetti realizzati in Russia, dove sono state condotte delle costruzioni senza di lui o con modifiche apportate senza il suo consenso". "Egli è stato inoltre indebolito dal partecipare a tanti concorsi internazionali." Il costo di una tale competizione è uno dei motivi per cui Zaha Hadid e Rem Koolhaas devono essere dimensionati come, di fatto, sono".
Erick van Egeraat, co-fondatore di Mecanoo nel 1984, avviò il proprio studio - E.E.A. Architects - nel 1995. In 25 anni di attività ha realizzato oltre 100 progetti internazionali, molti dei quali in Olanda, Budapest e Gran Bretagna. Recentemente autore del masterplan di Canning Town, all'estremità meridionale di Olympic 2012, nella zona est di Londra, è soprattutto noto in Gran Bretagna per il suo Middlesbrough Institute of Modern Art, completato nel 2006. A lui si deve anche il progetto della Photographer's Gallery di Londra, la grande riconversione di Stratford e il suo Royal Shakespeare Theatre.