Il MART, uno dei più prestigiosi Museo italiani d’arte contemporanea,con una collezione che spazia dal Novecento fino alla scena attuale, ha una direttrice. La decisione del Consiglio di Amministrazione arriva al termine di una selezione effettuata da un apposito comitato composto da Franco Bernabè, Presidente del Mart, Isabella Bossi Fedrigotti, Vicepresidente, e Salvatore Settis, presidente del Comitato Scientifico, assistiti da Korn/Ferry International, leader mondiale nella ricerca manageriale. "Siamo arrivati alla nomina di Cristiana Collu - ha dichiarato il Presidente Franco Bernabè - dopo un'attenta selezione ispirata a criteri di trasparenza e tracciabilità. Questo processo ha consentito di individuare il miglior candidato per la sostituzione di Gabriella Belli, a cui va la riconoscenza del Mart per l'attività prestata a favore della crescita e del successo del museo in questi anni".
"Sono molto onorata di ricevere questo prestigioso incarico - ha dichiarato Cristiana Collu al termine del Cda - e desidero prima di tutto ringraziare le persone che hanno deciso di riporre la loro fiducia sulla mia persona. Sono consapevole che mi consegnano un luogo di assoluta eccellenza e un testimone traboccante di responsabilità e attese per il museo e la comunità che rappresenta, verso i quali profonderò tutto il mio impegno con passione e entusiasmo". Laureata all'Università di Cagliari, Cristiana Collu è storica dell'arte e curatrice di mostre. Dal 1997 dirige il Museo MAN di Nuoro. Nel 2004 vince il premio ABO d'argento al miglior giovane direttore di museo italiano e nel 2006 riceve dal Ministero dei Beni Culturali il premio in qualità di direttore del MAN, come luogo di eccellenza nel panorama museale italiano. Dal 2006 al 2007 Professore a contratto di Storia dell'Arte contemporanea presso l'Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni. Dal 2007 è Professore a contratto di Progettazione Museografica presso l'Università di Sassari, Facoltà di Architettura di Alghero e di Museologia presso l'Università di Cagliari, Facoltà di Architettura.
Ora, la questione aperta resta quella dei finanziamenti: la possibilità quindi di non bruciare una candidatura fresca e nuova in una scena dimessa e costipata dalle manovre manageriali nazionali cui, comunque, gli spazi pubblici devono i loro destini. Quale sarà la ricetta da mettere in atto? Il MART può affermarsi a livello internazionale non soltanto per le mostre di cassetta sul Novecento, ma può riprendere una tradizione che ha a volte proposto contaminazioni eccellenti, sprovincializzate rispetto alla routine delle mostre, proponendo grandi temi, allargando il dibattito dell’arte contemporanea alla multimodalità espressiva, riattivando delle energie sopite che possono però fare la differenza. Così come capita negli spazi di pari tenore a livello internazionale. Un compito difficile certamente, ma una sfida che Cristiana Collu può raccogliere favorita dall’attenzione e dall’entusiasmo che vedrà crescere attorno a sé se sarà in grado di dare una vera svolta alla vita culturale di un centro che tradizionalmente si pone tra Occidente e Oriente, quindi aperto verso le nuove realtà del contesto internazionale.