Dubai lancia un messaggio forte e chiaro ai mercati finanziari mondiali attualmente in subbuglio. Annuncia, infatti, la costruzione congiunta di una torre alta oltre un chilometro e di un'intera città. Due giganteschi investimenti, la cui costruzione ammonterebbe a circa 150 milioni di dollari. Nonostante il mercato finanziario locale sia depresso come tutti gli altri per la crisi finanziaria mondiale e si tema che l'estinzione di liquidità possa riflettersi sulla crescita nella regione, le autorità di Dubai hanno annunciato due grandi progetti, giusto in occasione dell'apertura di Cityscape, il più importante salone immobiliare internazionale attualmente in corso di svolgimento a Dubai (6/9 ottobre).
Il settore immobiliare, in pieno boom a Dubai da un paio d'anni, è al contempo il principale motore dello sviluppo dell'emirato e centro nevralgico per le imprese ed il turismo della regione in senso lato.
Città di record ed eccessi, Dubai, recessione globale o meno, conferma così la sua volontà di andare sempre più in alto e costruire sempre più in grande. E presenta al mondo i propri investitori.
Analogamente, il progetto della torre alta più di un chilometro - circa 38 miliardi di dollari - sarà condotto da un'altra società immobiliare di Dubai, la Nakheel, controllata dalle autorità. La torre verrebbe quindi a superare quella attualmente in costruzione sempre a Dubai, "Burj Dubai", che, con più di 600 m, è già la più alta nel mondo e potrebbe superare gli 800 m.
La fenomenale crescita del settore immobiliare a Dubai è principalmente dovuta agli investitori stranieri, adesso direttamente colpiti dalla crisi finanziaria attuale. Alla vigilia di Cityscape la città attendeva circa 60.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Circa 1.500 imprese con sede in 150 paesi hanno allestito uno stand e il valore complessivo dei progetti è di circa 540 miliardi di dollari, secondo l'agenzia ufficiale del Paese. Sussiste negli Emirati il motivato timore che la crescita della regione subisca un grave freno a causa della scarsa liquidità degli investitori esteri.
"Se qualcuno può fare è bene per Dubai", ha commentato il signor O'Donnell della Nakheel. E così sembrano pensare e far capire le autorità locali.