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Addio a Alessandro Anselmi

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È scomparso lo scorso 28 gennaio Alessandro Anselmi, architetto romano e figura di spicco del panorama nazionale. Il progettista si è spento a 78 anni nella sua casa romana dopo una lunga malattia.

Nato nel 1934, è stato professore di composizione architettonica prima alla Sapienza di Roma e poi all’Università di Roma Tre. All’estero ha svolto i ruoli di visiting professor presso l’Ecole Spèciale d’Architecture a Parigi e l’Ecole nationale superieure de paysage a Versailles.

I suoi primi progetti risalgono agli anni Sessanta: il Palazzo dello Sport di Firenze (1965), i I nuovi uffici della Camera dei Deputati (1967); il cimitero e il giardino comunale di Parabita (Lecce, 1967); l’Archivio di Stato di Firenze.

Fu uno degli artefici fin dai primi anni Sessanta di una battaglia culturale per il rinnovamento della disciplina contro le derive dell’Architettura tardo-moderna, che ebbe il suo culmine nella fondazione del Grau (Gruppo romano Architetti Urbanisti).

I suoi lavori, legati a doppio filo con la riflessione sul rapporto tra architettura e luogo, si sono poi indirizzati verso un rinnovato uso dell’immagine moderna in progetti come quello della Casa della cultura di Chambery-le-Haut (1982), delle abitazioni temporanee nel quartiere di Testaccio a Roma (1984) e dell’ampliamento dell’Hotel de Ville di Saint-Denis (1985). All’interno della sua ricerca della relazione fra edificio e spazi vuoti urbani hanno visto la luce progetti come il Padiglione Italia ai giardini di Castello a Venezia (1988), il restauro e riuso del castello Ruffo a Scilla fino al polo direzionale di Pietralata-Tiburtina a Roma (1996).

Sono molte le mostre che le grandi istituzioni dell’architettura hanno dedicato alla sua opera. Nel 2004 il museo Maxxi di Roma è stato inaugurato proprio con “Alessandro Anselmi: Piano Superficie Progetto”, una grande esposizione per la quale Anselmi ha curato anche l’allestimento. Parte dei materiali realizzati tra il 1965 e il 2002, ed esposti in quell’occasione in mostra, sono oggi nella collezione del Maxxi Architettura, il cui corpus iniziale si è ulteriormente arricchito grazie a una recente donazione dello stesso autore. Recentemente al Centre Pompidou di Parigi si è conclusa inoltre la mostra “La Tendenza: architectures italiennes 1965-1985”, all’interno della quale erano esposte anche opere di Anselmi.

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