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Ai Wei Wei: il seme della denuncia

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La cifra stilistica e espressiva di Ai Wei Wei è un attivismo politico focalizzato soprattutto sulla denuncia contro il regime, la violazione dei diritti umani e il sistema sociale cinese. Una denuncia che non si è mai fermata davanti ad alcun tipo di minaccia o ritorsione, neanche davanti alla prigione e all’esilio.

Nato nel 1957, negli anni Settanta è stato fra i fondatori del gruppo artistico Stars, così chiamato per enfatizzare l’individualità di ciascun artista, paragonato ad una stella unica, in contrapposizione con l’uniformità e il conformismo sponsorizzati dalla Rivoluzione Culturale di stampo comunista cinese. Il gruppo fu promotore di diverse azioni e performances legate all’arte in aperta contestazione contro il potere, che sfociarono nell’esilio degli artisti che ne facevano parte. Wei Wei, infatti a partire dal 1981 si spostò a New York, da dove il suo attivismo e la sua protesta si fecero sentire in tutto il mondo.

Riammesso in patria a partire dal 1993, paradossalmente proprio a causa del suo attivismo (per il governo cinese era più scomodo tenerlo fuori), la sua arte si esprime attraverso tutte le forme possibili: dalla pittura alla scultura, dal cinema alla fotografia, fino all’architettura. Dopo una collaborazione naufragata con le archistar Herzog & de Meuron per la costruzione del nuovo stadio olimpico di Beijing, nel 2008 Wei Wei ha preferito concentrarsi sull’amara denuncia contro i costruttori cinesi, responsabili di aver eretto le scuole di Sichuan, colpita dal terremoto che ha ucciso migliaia di bambini. Gli edifici furono soprannominati “scuole dalle pareti di tofu”.

Nel 2011, il 3 aprile, fu catturato e trattenuto in carcere per due mesi, senza alcun reale motivo, senza aver commesso alcun reato. Nello stesso anno è stato annoverato fra le 100 persone più influenti del mondo dal Time magazine.

Una delle sue opere più famose, i “Sunflower Seeds”, sono semi di girasole in ceramica fatti a mano da centinaia di artigiani cinesi: una quantità enorme di piccoli semi esprime una mastodontica denuncia contro il lavoro sfruttato e malpagato e spesso svolto da minorenni, in Cina. La Tate Modern di Londra ne ha acquistati otto milioni di questi semi.

C.C.

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