Alessandro Sistri porta la spiaggia (e la sua storia) a Cersaie 2014 | Architetto.info

Alessandro Sistri porta la spiaggia (e la sua storia) a Cersaie 2014

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Cer Sea, spazio multisensoriale in cui è possibile sperimentare il risvolto business dei luoghi di benessere all’interno di Cersaie 2014 al Padiglione 33, ha ospitato nel pomeriggio di lunedì 22 settembre, giornata d’apertura del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno, l’incontro–intervista con Alessandro Sistri, professore accademico, scrittore, antropologo e autore del libro “La spiaggia – Storia e antropologia della balneazione per immagini dal 1750 ad oggi”, presentato nel corso dell’incontro. Sistri è stato intervistato dal giornalista Rai Antonio Farnè, che ha affrontato con il professore alcuni temi “caldi” legati al mondo della balneazione e della sua crisi negli anni recenti.

Cersaie, nella sua 32ª edizione, ha voluto aprire le porte al mondo della spiaggia e della balneazione per sottolineare come sia consapevole del fatto che la spiaggia ha il diritto e le possibilità di essere vissuta 365 giorni l’anno, accettando la sfida e mostrando in questo nuovo spazio le innumerevoli possibilità per renderla fruibile in qualsiasi momento. Durante l’incontro sono state commentate alcune immagini del libro corredate da aneddoti, descrizione del contesto storico e caratteristiche peculiari di ogni periodo.

Sistri ha proseguito analizzando l’ambiente marittimo seguendo lo schema dei quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. L’acqua è ovviamente l’elemento portante e imprescindibile, inizialmente considerato quasi “strumento di tortura”, dati i bagni terapeutici gelati a cui si veniva costretti, e divenuto successivamente migliore amico dei frequentatori della spiaggia nelle giornate più torride. L’aria è il secondo elemento più importante per quel che riguarda l’ambiente della spiaggia: anch’esso terapeutico, era il motivo per cui i medici consigliavano e consigliano tutt’ora di fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, ovvero per respirare appieno la salubre acqua di mare. Il terzo elemento analizzato è la terra, in questo caso la sabbia: materia plastica che riesce a far tornare tutti un po’ bambini, veniva anch’essa utilizzata a scopo terapeutico attraverso le sabbiature, pratica ormai scomparsa ma molto diffusa negli anni ’50. Ultimo elemento è il fuoco, ovvero il sole: mentre coloro che agli inizi del ‘900 frequentavano le spiagge facevano di tutto per evitarlo, col passare degli anni lo si è apprezzato sempre di più, fino ad arrivare ad un pieno godimento dello sdraiarsi a prendere il sole.

Questo percorso per immagini ha permesso anche di evidenziare la storia degli stabilimenti balneari, inizialmente costruiti sull’acqua e successivamente eretti in muratura sulla spiaggia, con alle spalle le ville private della nobiltà e della borghesia, col tempo trasformate in pensioni ed alberghi. L’incontro si è concluso con una riflessione sulla spiaggia in inverno, una spiaggia che tocca l’anima in modo diverso, ma che riesce a suscitare emozioni per le quali varrebbe la pena viverla e tentare di valorizzarla, come stanno tentando di fare alcuni albergatori della riviera romagnola, che promuovono corsi di nordic walking sulla spiaggia anche in inverno.

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