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All’eta’ della pietra: Repap

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Ripercorriamo la storia della scrittura: in principio erano le pitture rupestri, poi le tavolette d’argilla, il papiro, la pergamena e infine la carta. Oggi però, la rivoluzione arriva in una “Busta”, quadrata e ben sigillata. La rivoluzione si chiama Repap, anagramma di “paper”, del marchio Ogami, del gruppo Cartorama, che ha prodotto una collezione di block notes in carta di pietra.

Residui di materiali edili polverizzati sono mischiati con resine, riciclabili al 100% e biodegradabili, in questo modo si ottiene il materiale cartaceo, che stupisce per morbidezza, resistenza e impermeabilità, tutte caratteristiche che lo rendono unico. Senza il bisogno di tagliare alberi, si ricava una carta più forte e resistente, ma vellutata al tocco, i cui bordi non tagliano, rendendola ideale per prodotti per bambini.

Quotes è la linea di taccuini che Ogami e il suo art director Paolo Frello hanno reso innovativi dal punto di vista del design e del materiale utilizzato. Quaderni per appunti o schizzi di tre dimensioni diverse, piccola, media e grande, con copertine colorate, ma “rigorose”, semplici e lineari, ciascuna con una diversa citazione: una fra tante, quella di Cervantes, “Facts are the enemy of truth”.

Partner del brand è il freepress Busta: i due hanno, infatti, collaborato per sostenere la mostra “Re-Cycle, strategie per la città, l’architettura e il pianeta”, in corso al MAXXi di Roma.

C.C.

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