Abitare domani, studio congiunto di Stefano Boeri e Comieco | Architetto.info

Abitare domani, studio congiunto di Stefano Boeri e Comieco

Il rapporto Atlas contiene stime e soluzioni progettuali per concepire e organizzare la casa del futuro in rapporto alla gestione dei rifiuti

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Atlas, lo studio di Comieco e Stefano Boeri Architetti sul rapporto tra architettura e raccolta differenziata, è stato presentato durante la Design Week milanese, nell’ambito di ‘Space & Interiors – The future of living and the planet of the future’, la mostra-evento del Fuorisalone coordinata dall’architetto Stefano Boeri e avente come tema la vita su Marte: visioni quasi oniriche che hanno permesso di parlare di futuro e innovazione (su materiali, tecnologie, sistemi), e di dare possibili risposte a problemi, soprattutto ambientali, di cui è fondamentale e urgente iniziare a discutere.

La presentazione dello studio Atlas

La presentazione dello studio Atlas

Presenti all’incontro Stefano Boeri, assessore all’Urbanistica, Verde, Agricoltura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, direttore Generale di Comieco, Carlo Montalbetti, Natascia De Cata di Aran Cucine. La presentazione è stata coordinata da Giangiacomo Schiavi, editorialista de Il Corriere della Sera.

La ricerca Atlas parte dalla presa di coscienza di alcuni dati allarmanti circa l’aumento demografico e il corrispondente ammontare di rifiuti: 7,5 miliardi di persone abitano il Pianeta Terra – un numero che, in accordo alle stime, potrebbe raddoppiare entro il 2030 – e circa 4 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, che entro 15 anni aumenteranno del 50%, derivano dalle più svariate attività dell’uomo.
Metropoli e megalopoli super abitate che spesso crescono incessantemente e che devono confrontarsi con l’ottimizzazione delle risorse, la gestione dei rifiuti, il disordine e l’incuria, la qualità dell’ecosistema.

Alla luce di ciò, Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base Cellulosica, e Stefano Boeri Architetti, il celebre studio milanese autore del Bosco Verticale, si sono interrogati sul futuro dell’architettura e degli spazi domestici in relazione all’ottimale gestione dei rifiuti da parte dei cittadini e delle amministrazioni, proponendo analisi e strategie sostenibili al fine di incentivare la cosiddetta economia circolare.

L’abitare del futuro secondo Boeri: la cucina, il condominio, il quartiere

Chiare e significative le parole dell’architetto Stefano Boeri : “L’abitare del futuro non può prescindere dal tema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti. Una necessità che va ripensata e integrata nella realtà domestica come un passo essenziale, nell’ottica di un approccio olistico alla sostenibilità”.

L’Italia presenta un tasso di riciclo del 45%, tra i più alti in Europa: per questo motivo è giunto il momento di creare architetture il più possibile vicine alle nuove esigenze, alle nuove abitudini dei cittadini, ormai, per la maggior parte, avvezzi alla pratica della raccolta differenziata che, anche se con fatica, negli anni è stata acquisita e consolidata. Secondo Boeri, un architetto che ha fatto del pensare sostenibile il suo punto di forza, tale best practice deve trovare il modo di esprimersi al meglio, attraverso architetture del futuro che siano già a priori concepite per poterla ben organizzare e gestire nella vita di tutti i giorni.

Nella parte introduttiva di Atlas vengono prese in esame alcune metropoli e megalopoli, tra cui anche Tokyo e San Francisco, e per ciascuna è stata creata una sorta di ‘scheda’ contenente dati su:

  • popolazione;
  • superficie totale;
  • densità;
  • rifiuti prodotti;
  • tasso di riciclo;
  • pil;
  • frazioni raccolte;
  • efficacia della raccolta differenziata.

Dopodiché, vengono illustrati e argomentati numerosi metodi per la gestione di tre spazi principali con diverse proporzioni e caratteristiche:

  • cucina, ambiente della casa in cui in genere i materiali vengono differenziati, dato l’elevato numero di attività che vi vengono svolte, dal cucinare al lavare, al sistemare la spesa;
  • condominio, in cui sono presenti spazi appositi per il posizionamento dei bidoni condominiali, quindi di raccolta comune;
  • quartiere, un insieme di più condomini e di relativi bidoni condominiali, nonché luogo di ritiro dei rifiuti da parte delle ditte specializzate che provvedono allo smaltimento o al processo di riciclo.

Il rifiuto viene selezionato nel piccolo mondo della cucina, che rappresenta il nostro vivere quotidiano, per giungere al quartiere, un sistema più complesso che richiede un maggiore capacità di coordinamento e controllo.
I tre livelli, dal più piccolo al più grande, sono stati esaminati tenendo conto dei seguenti fattori:

  • igiene;
  • decoro;
  • accessibilità;
  • sicurezza;
  • disturbo acustico.

Osservare e valutare tali aspetti è stato fondamentale nel fornire un quadro chiaro ed esaustivo delle condizioni attuali di questi spazi per poter capire come e su cosa intervenire nei prossimi progetti, in modo tale da stimolare ulteriormente la pratica della raccolta differenziata e favorire l’economia circolare.
Credere nel riciclo è l’unica strada – soprattutto in Italia, che conta per la maggior parte boschi poveri – verso la sostenibilità ambientale. Riciclare le fibre derivanti da prodotti cellulosici, metterle di nuovo in ‘circolo’, chiudere il loro ciclo di vita con il riciclo e non con lo smaltimento in discarica può aiutare a tutelare l’ambiente, ridurre gli sprechi, economizzare le risorse.

Atlas: i nuovi progetti per la città del domani

Le ricerche condotte da Comieco e Stefano Boeri Architetti hanno permesso di elaborare soluzioni progettuali innovative, sia estetiche sia funzionali, per gli spazi domestici del futuro, e ‘modelli’ di raccolta dei rifiuti condominiali da cui poter trarre ispirazione. Borse componibili, composter per l’utilizzo domestico, ecostation, cassonetti a scomparsa per il quartiere, sono solo alcuni degli esempi di cui è possibile prendere visione nello studio Atlas.
Particolarmente interessante è il sistema pneumatico per i condomini, consistente in un meccanismo ad aria compressa che consente ai rifiuti di essere trasportati verso un punto di raccolta tramite canne di caduta sotterranee singole e multiple.
È stata inoltre stilata una lista di consigli per migliorare la raccolta differenziata del condominio, soprattutto per quanto concerne i problemi di igiene e di accessibilità.
Gli esempi, i modelli e i suggerimenti della ricerca Atlas possono rivoluzionare il modo in cui si progettano case e città, salvaguardando l’ambiente, sprecando di meno, risparmiando.

Milano metropoli virtuosa pronta per le novità del commercio elettronico

A Milano, con la raccolta porta-a-porta, il tasso di riciclo è arrivato fino al 52%, a dimostrazione del fatto che, se il sistema di gestione rifiuti è regolarmente funzionante, anche in una città di 1,3 milioni di abitanti e con una produzione di rifiuti di 496 kg/abitante possono essere raggiunti degli ottimi risultati.

Il clima di sviluppo economico e culturale di Milano, al passo con le grandi realtà europee, come si legge nel rapporto 2018 ‘Milano over the rainbow’ , abbraccia calorosamente le nuove filosofie green – smart building, rigogliose aree verdi attrezzate, mobilità sostenibile – non solo attraverso l’opera dei progettisti, ma anche grazie all’impegno dei cittadini, che amano prendersi cura della propria città e hanno recepito il concetto di riciclo come processo indispensabile per prepararsi ad affrontare il domani.

Infatti, Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, Verde, e Agricoltura, ha dichiarato:  “A Milano abbiamo raggiunto eccellenti livelli di raccolta che ci attestano in cima alla classifica delle grandi città europee più virtuose. Questo è stato possibile non solo perché abbiamo introdotto importanti implementazioni, ma anche grazie alla sensibilità ambientale dei milanesi. Ecco perché le evoluzioni che verranno grazie alle possibili sinergie con l’architettura troveranno nella nostra città terreno fertile per la sperimentazione”.

Economia, design e architettura possono, insieme, dar voce a nuove brillanti idee, per le quali Milano, con la sua dinamicità e velocità di crescita, può fungere da laboratorio, preparandosi a fronteggiare nuove sfide, come quella del riciclo dei pacchi di cartone che vengono ogni giorno distribuiti nelle case dei milanesi, derivanti dai frequentissimi acquisti su internet. Infatti, nell’era del digitale, lo shopping online è certamente una delle più efficienti e apprezzate realtà, ma, affinché gli ordini giungano imballati e protetti a destinazione, quanta carta viene prodotta e quanta quindi può essere riciclata?

A tal proposito si è espresso il Direttore Generale di Comieco, Carlo Montalbetti: “La carta è il materiale presente nella raccolta differenziata con la percentuale (22%) più alta dopo l’organico. E se sono stati fatti passi da gigante nel riciclo degli imballaggi cellulosici (ad oggi siamo all’80%), possiamo ancora migliorare l’intera gestione dei rifiuti delle città. Pensiamo solo al boom dell’e-commerce e alla quantità dei cartoni che ogni cittadino si trova in casa e deve differenziare: nel 2017 si stima che, in Italia, siano stati consegnati 150 milioni di pacchi da acquisti online. Le grandi metropoli si stanno attrezzando per gestire la ‘rivoluzione’ del commercio elettronico, a partire da Milano, dove in base ai dati di Netcomm si contano 650000 consegne e-commerce ogni mese (23000 al giorno) a cui si aggiungono 1500000 consegne mensili della provincia”.

Una sfida che, con volontà e dedizione, può portare senza dubbio a delle meritate soddisfazioni, come il passaggio, in circa 30 anni, da 300000 a 3 milioni di tonnellate di carta raccolta per il riciclo.
Il cartone è, infatti, un materiale resistente e versatile, che si adatta perfettamente a essere riciclato e dare vita ad altri oggetti: 4 imballaggi su 5 vengono oggi riciclati, ed il 90% degli imballaggi cellulosici è prodotto con carta riciclata. Si tratta di risultati concreti che, grazie al rapporto di collaborazione con architetti e urbanisti, possono definire le città del futuro, verdi, pulite, belle da vivere.

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