Building the Expo: progetti, materiali e tecnologie dei padiglioni di Expo 2015 | Architetto.info

Building the Expo: progetti, materiali e tecnologie dei padiglioni di Expo 2015

Con Luisa Collina del Politecnico di Milano abbiamo parlato di Building the Expo, evento da lei curato a MADE expo 2015, dei padiglioni self-built e corporate e del ‘post Expo 2015'

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Luisa Collina, professore ordinario in disegno industriale al Politecnico di Milano e delegata del Rettore per Expo e grandi eventi di Ateneo, è la curatrice di Building the Expo, evento di MADE expo 2015 che si svolgerà al padiglione 2 presentando in anteprima i progetti dei padiglioni self-built e corporate dei Paesi partecipanti. Con lei abbiamo parlato dell’evento, ma anche dei caratteri costruttivi e tecnologici dei padiglioni e del ‘post Expo 2015’.

A MADE expo 2015, lei è curatrice di “Building the Expo”. Ci può raccontare in cosa consiste questa iniziativa, come è nata e quali obiettivi si prefigge?

La mostra “Building the Expo” nasce da un’opportunità: a metà marzo si terrà infatti MADE expo, fiera focalizzata sui materiali, i componenti e le tecnologie per l’edilizia. Poche settimane dopo si inaugurerà l’Esposizione Universale di Milano. “Building the Expo” intende costituire un ponte tra queste due iniziative, presentando i progetti di più di 30 padiglioni self-built e corporate in fase di ultimazione, mettendo in evidenza gli aspetti costruttivi e le scelte dei materiali utilizzati.

Se infatti, durante Expo, la nostra attenzione sarà catturata prevalentemente dagli allestimenti e dalle scenografie delle installazioni con Building the Expo ci si vuole soffermare sui contenuti più tecnologici delle diverse realizzazioni: l’obiettivo è di mettere in scena un grande abaco, una sorta di tavola periodica degli elementi costruttivi e dei materiali dell’esposizione universale di Milano ormai prossima. Al momento hanno confermato la propria partecipazione 26 padiglioni self-built, sui 53 totali, e 6 padiglioni di aziende o associazioni.

Oltre alla mostra, che occuperà una superficie di più di 600 metri quadrati all’interno del padiglione 2 della Fiera di Rho, si terranno una serie di incontri con i protagonisti dei diversi padiglioni: saranno delle presentazioni “corali” di progettisti, consulenti e imprese che hanno lavorato intensamente per la realizzazione dei diversi progetti.

Tali seminari hanno avuto il supporto di ICE, mentre l’intera iniziativa è patrocinata da Expo Milano 2015, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e dal Politecnico di Milano.

Si possono individuare dei caratteri costruttivi e tecnologici che accomunano i diversi padiglioni di Expo 2015?

I padiglioni sono tutti molto diversi tra loro ma hanno certamente alcune caratteristiche in comune dettate dai vincoli di progetto – costanza della dimensione dell’affaccio pari a 20 metri, altezza massima pari a 12 metri, necessità di prevedere il 50% delle coperture piane a verde -, dalle esigenze di cantiere – facile trasportabilità dei materiali e dei componenti, velocità di costruzione, facilità di smontaggio ed eventuale reversibilità per usi futuri di parti o di interi padiglioni -.

Inoltre è stato fortemente suggerito di fare particolare attenzione alla sostenibilità ambientale dei progetti. Da qui l’uso diffuso di elementi in legno e di soluzioni “a verde” (da tetti a giardino a pareti coltivate, da pergole e piantumazioni degli spazi aperti).  L’acciaio rimane comunque uno dei materiali più utilizzati nelle diverse realizzazioni. A conclusione dei lavori saranno state utilizzate 17 milioni di tonnellate di carpenteria, pari a 2 volte e mezza la Tour Eiffel.

Come descriverebbe la relazione tra identità nazionale e scelte progettuali che interpretano i diversi padiglioni?

In questo caso assistiamo a modalità di esprimere le diverse identità nazionali molto diverse. In alcuni casi viene richiamato un prodotto: la mela verde sbucciata per la Moldavia, che trasmette l’idea di freschezza, gusto e tipicità; il fiore di loto, simbolo di purezza e di ottimismo, per il Vietnam; il baobab, considerato un albero sacro, per l’Angola e i chicchi di riso e i semi che generano le piante della foresta pluviale per la Malaysia. In molti altri il richiamo è al paesaggio di origine: i satoyama (tipici terrazzamenti ondulati di terreno coltivato adagiati sulle colline) sono reinterpretati nel padiglione giapponese, le vallate e i prati fioriti ispirano il progetto della Germania, le oasi quello degli Emirati. Dal punto di vista tecnologico ritroviamo l’uso di tradizioni locali, reinterpretate in chiave innovativa, ad esempio nelle strutture tridimensionali in legno con giunti privi di colla e di chiodi nell’involucro giapponese, nella copertura gigantesca del padiglione cinese, o nelle grandi vele del Kuwait.

Tra i temi al centro di Building the Expo, ci sono il recupero e la reversibilità dei padiglioni e di tutte le architetture temporanee una volta conclusa la manifestazione. Qual è il suo punto di vista sul ‘post Expo 2015’?

Il tema è molto delicato e molto ampio per cui è difficile condensare diverse ipotesi in una risposta sintetica. Dal mio punto di vista risulta necessario combinare un approccio di immediata vitalizzazione dell’area, a chiusura dell’evento, per scongiurare fenomeni di abbandono e di desolazione, con interventi di lungo periodo volti ad insediare delle funzioni di qualità e di rilevanza sia urbana che territoriale. La localizzazione della sede dei dipartimenti scientifici dell’Università Statale di Milano mi sembra da questo punto di vista una straordinaria opportunità da non sprecare.

 

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BUILDING THE EXPO

 

Curatore / Curator

Luisa Collina, Politecnico di Milano

Coordinamento scientifico / Scientific coordination

Laura Daglio con Paola Terenghi, Politecnico di Milano

Coordinamento progetto e produzione esecutiva / Project coordination and executive production

Ilaria Bollati

Progetto di allestimento / Exhibit Design

MoDus Architects

Matteo Scagnol, Sandy Attia

con/with Martina Salmaso

Progetto grafico / Graphic design

Magutdesign

Grafica allestimento / Exhibition graphics

Andrea Schieppati

Grafica comunicazione / Communication graphics

Lodovico Gualzetti, Francesca Vanzetta

Montaggio video / Video editing

Designplatform

Elvis Meneghel, Mariarosaria Scelsi

Realizzazione allestimento / Set-up production

Benfenati Allestimenti Spa

 

 

 

 

 

 

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