Dal Polisocial Award 2014, due programmi di ricerca territoriale per Milano | Architetto.info

Dal Polisocial Award 2014, due programmi di ricerca territoriale per Milano

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Fra gli otto vincitori del Polisocial Award 2014, il programma di responsabilità sociale avviato nel 2012 dal Politecnico di Milano, in collaborazione con l’omonima Fondazione dell’ateneo milanese, spiccano due progetti che prendono come modelli di riferimento due zone della città di Milano, per studiare possibili interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione edilizia: “Campus” e “Abitare difficile”. I progetti di ricerca a fini sociali messi a punto da docenti e ricercatori del Politecnico selezionati tra 15 finalisti, potranno contare su un fondo di 500.000 euro raccolti dall’Ateneo con la campagna 5×1000.

“Campus” è il progetto ideato da Davide Fassi del Dipartimento di design con Dastu, Dipartimento di architettura e studi urbani e Dig, Dipartimento di ingegneria gestionale del Politecnico. E’ stato pensato per avere una diretta ricaduta sul territorio della Zona 9 di Milano, coinvolgendo in particolare due categorie sociali, i Neet (Not in education, employment or training) e gli Over75, con l’obiettivo di acquisizione di competenze per restituire o consolidare un ruolo sociale attivo.

Partendo dall’esperienza di Coltivando, l’orto conviviale al Politecnico di Milano, e dal coinvolgimento del Giardino degli Aromi, con “Campus” si definiranno delle linee guida per l’insediamento di spazi verdi da coltivare in Zona 9, valorizzando gli orti condivisi come possibilità di crescita e di partecipazione. Il progetto intende far tesoro dei risultati di altre iniziative del Politecnico che nel corso degli ultimi 3 anni hanno indagato e messo in pratica il tema dell’integrazione fra competenze e risorse spaziali e infrastrutturali, fra queste, oltre Coltivando, Il Sabato della Bovisa, Plug Social TV, Immagina Milano.

Saranno prodotti anche brevi format di social tv di quartiere in collaborazione con le associazioni di zona, distribuiti attraverso la piattaforma multicanale Plug Social Tv. L’obiettivo è quello di offrire un’occasione di crescita e consapevolezza delle proprie potenzialità espressive e del proprio ruolo sociale, non solo il trasferimento di competenze tecniche. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un “Padiglione adattabile autogestito itinerante”, Paai, per azioni di cultura, teatro, sport all’interno del Campus Durando Bovisa.

Il secondo progetto di cui vogliamo parlare è “Abitare difficile”, ideato da Gabriele Pasqui del Dipartimento di Architettura e studi urbani (Dastu), che si presenta come un “progetto pilota di coesione sociale e rigenerazione urbana per via Catullo a Milano”. Obiettivo generale è definire un possibile modello di intervento per situazioni urbane critiche e multiproblematiche. Il contesto di riferimento è via Catullo, una piccola strada situata nella periferia nord ovest di Milano, che soffre di un mix di problematiche.

Marginalità sociale, situazioni abitative precarie, degrado edilizio/ambientale e difficile convivenza interetnica nella pratica si traducono in attività illegali e criminali, sovraffollamento abitativo, scarsa manutenzione degli edifici residenziali, dismissione di edifici industriali che diventano facili zone franche e prive di controllo. Le problematiche emerse, di natura così diversa, hanno richiesto un approccio integrato, basato su ricerca sociale, approfondimento delle condizioni materiali e lavoro sul campo, componente fondamentale per intessere relazioni e radicare il progetto al territorio coinvolgendo gli abitanti.

Uno degli obiettivi è accrescere la consapevolezza della pratica dell’abitare e inserire l’esperienza di via Catullo nel network cittadino di buone pratiche legate ai temi della rigenerazione urbana e della cittadinanza attiva, in modo tale da estendere questa esperienza pilota a altri contesti sociali e territoriali fragili all’interno della città di Milano, in stretta collaborazione con le iniziative degli assessorati alle Politiche sociali, alla sicurezza e coesione sociale e all’urbanistica.

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