Ddl consumo di suolo, iter 'riaperto' da due emendamenti | Architetto.info

Ddl consumo di suolo, iter ‘riaperto’ da due emendamenti

Incentivi regionali contro il dissesto idrogeologico, nuova definizione di superficie agricola, oneri di urbanizzazione destinati agli interventi di rigenerazione, deroghe allo stop (dopo tre anni) al consumo di suolo solo per 25 opere strategiche

soil_suolo_consumo_1
image_pdf

 

Il testo base del disegno di legge C. 2039 “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato”, attualmente in discussione alle commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera, ha subito importanti modifiche a seguito degli emendamenti presentati dai relatori Chiara Braga e Massimo Fiorio (Pd), che accolgono alcune richieste emerse dal dibattito.

Incentivi regionali contro il dissesto idrogeologico

La possibilità per le Regioni di adottare misure di semplificazione e di incentivazione, anche di natura fiscale, prevista finora solo per il recupero del patrimonio edilizio esistente, è estesa anche “al fine di prevenire il dissesto idrogeologico e il degrado dei paesaggi rurali e favorire il reinsediamento di attività agricole in aree interessate da estesi fenomeni di abbandono”.

Nuova definizione di superficie agricola

Cambia la definizione di “superficie agricola” nei seguenti termini: “terreni qualificati come agricoli dagli strumenti urbanistici, nonché le altre superfici non impermeabilizzate alla data di entrata in vigore della presente legge, fatta eccezione per le superfici destinate a servizi pubblici di livello generale e locale previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, nonché per i lotti e gli spazi inedificati interclusi già dotati di opere di urbanizzazione primaria e destinati prioritariamente a interventi di riuso e di rigenerazione”.
Escluse quindi “le superfici in area urbanizzata, allo stato di fatto non impermeabilizzate, dove lo strato superficiale del suolo non sia stato coperto artificialmente, scavato o rimosso” precedentemente comprese nella definizione. Di conseguenza, gli interventi di rigenerazione e gli spazi per servizi pubblici non saranno soggetti ai vincoli di tutela per le aree agricole previsti dalla norma.

Oneri di urbanizzazione destinati a interventi di riuso e rigenerazione

I proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione sono destinati anche a “interventi di riuso e di rigenerazione, ad interventi di demolizione di costruzioni abusive, all’acquisizione e alla realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi di tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte alla prevenzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, nonché a interventi volti a favorire l’insediamento di attività di agricoltura in ambito urbano, attuati dai soggetti pubblici”.

Deroghe più strette allo stop di consumo di suolo

Non più tutti i lavori e le opere inseriti negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici e nella Legge Obiettivo, ma solo le opere strategiche inserite nell’allegato del Documento di economia e finanza del 2015, (circa 25 opere) potranno rientrare nella deroga prevista dalle norme transitorie dall’entrata in vigore della legge e per tre anni.

Il termine per i subemendamenti scade il 2 luglio. Dopo questa data, l’iter del provvedimento dovrebbe ripartire, sperabilmente verso la discussione in aula.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Ddl consumo di suolo, iter ‘riaperto’ da due emendamenti Architetto.info