Ecosistema urbano 2014: Legambiente classifica le politiche ambientali delle citta' | Architetto.info

Ecosistema urbano 2014: Legambiente classifica le politiche ambientali delle citta’

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“Ecosistema urbano”, l’annuale rapporto sulla qualità delle politiche ambientali dei 104 capoluoghi di provincia italiani curato da Legambiente, ha festeggiato a Torino il suo 21° compleanno con la presentazione della ricerca 2014 realizzata con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e de Il Sole 24 Ore.

In termini assoluti, le prime dieci città per qualità ambientale sono localizzate prevalentemente nel nord Italia. Nell’ordine: Verbania, Belluno, Bolzano, Trento, Pordenone, L’Aquila, Perugia, Oristano, La Spezia e Venezia. Tutte al sud invece le ultime dieci: Catania, Palermo, Vibo Valentia, Pescara (tra l’altro curiosamente geograficamente vicinissima alla sesta classificata, L’Aquila), Reggio Calabria, Catanzaro, Messina, Crotone, Isernia e infine Agrigento (che però, insieme a Cosenza e Caserta ha presentato una documentazione estremamente ridotta, inferiore a meno “del 50% dei punti assegnabili”).

Molti e complessi sono i parametri analizzati, che vanno dalla qualità dell’aria alle dispersioni della rete idrica, dalla diffusione della raccolta differenziata dei rifiuti alla presenza del solare termico e fotovoltaico negli edifici comunali, e, secondo Legambiente, la situazione non è rosea per nessuno. Nemmeno per le prime della classifica, che, in un’ipotetica e grossolana graduatoria impostata sulla “velocità di movimento”, possono definirsi, riprendendo le parole introduttive di Ecosistema urbano, “lente” rispetto alle “lentissime” e alle “statiche”.

Le città italiane sono nel complesso vittime di un approccio settoriale che procede per interventi puntuali e con settori troppo spesso in conflitto. E soprattutto non sanno dove vanno né vogliono andare: non hanno infatti le idee chiare su obiettivi e strategie. E si allontanano da un panorama europeo in cui spiccano gli esempi virtuosi di città come Bilbao, Londra, Vienna, Copenaghen, Amburgo, Helsinki e molte altre, che stanno cercando di mettere in atto piani di trasformazione mirati ad aumentare la qualità della vita e dei servizi.

In un’impostazione del Rapporto che rispetto allo scorso anno ha visto ridursi gli indicatori da 26 a 18 raggruppati per “famiglie” (qualità dell’aria, gestione delle acque, rifiuti, trasporto pubblico, mobilità, incidentalità stradale ed energia), diversi sono gli aspetti significativi per le politiche in cui il ruolo della professione tecnica, troppo spesso priva di voce, sarebbe e potrebbe diventare importante, sia a livello decisionale che di interventi diffusi e capillari: trasporti, produzione e gestione dei rifiuti ed energie rinnovabili.

 

I trasporti

Nell’ambito dei trasporti, gli indicatori presi in considerazione sono legati al numero di passeggeri, all’offerta e alle tipologie di spostamento (modal share). A livello di domanda, più una città è grande, più sono i viaggi che si compiono al suo interno. Nelle medie tra passeggeri e abitanti nelle grandi città, ai primi posti si collocano Venezia (592 passeggeri per abitante), Roma (512) e Milano (474). Con Taranto e Messina non classificati, chiudono Catania (47) e Palermo (37).

Brutte notizie nell’ambito dell’offerta di trasporto pubblico, ancora in calo dopo le diminuzioni del 2011 e del 2012 a causa dei tagli dei trasferimenti di fondi alle Regioni. Seguendo il rapporto tra km percorsi annualmente e abitanti, fra le grandi città spicca Milano (con 85 km per abitante), seguita da Venezia (64) e poi Roma (60). Cinque città non raggiungono nemmeno i 30 km/abitante: Catania (29), Palermo (25), Verona (24), Napoli (12) e Messina (11). Tra le medie, aumentano le città in affanno e le migliori sono Cagliari e Trento, mentre le piccole sono capeggiate da Siena e L’Aquila.

Guardando invece alla percentuale di spostamenti fatti su mezzi motorizzati, sia auto che moto (modal share), solo Bolzano ha registrato spostamenti privati motorizzati inferiori a un terzo dei totali, anche se sono buoni i risultati raggiunti da Genova, Foggia e Milano.

 

La produzione di rifiuti e la raccolta differenziata

La riduzione della produzione annua di rifiuti (kg/ab) è uno degli obiettivi fondamentali che dovrebbero essere perseguiti a livello nazionale. Considerando una media di 540,59 kg/ab, in calo, secondo le valutazioni di Legambiente, più come conseguenza della crisi che non per la reale diffusione di buone pratiche, Oristano, Belluno, Nuoro e Novara si collocano al di sotto dei 400 kg/ab, mentre Rimini, città ad elevata affluenza turistica, ne produce più di 800.

In Italia si differenzia ancora troppo poco: l’obiettivo fissato per legge del 35% di differenziato che era da raggiungere entro il 2006 (per il 2012 sarebbe stato il 65%) non è stato raggiunto, ancora oggi, da 36 comuni. Anche se Verbania, Trento, Novara e Belluno hanno superato il 70%. Purtroppo Catanzaro e Siracusa non raggiungono il 3%, mentre Foggia e Messina si fermano rispettivamente al 3,7% e 4,9%.

 

Energie rinnovabili

Valutato sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico nelle strutture di proprietà comunale in termini di potenza installata ogni 1.000 abitanti, vede svettare Salerno con i suoi oltre 185 kW, molto al di sopra di una media nazionale di 6,82 kW. Media che però prende in considerazione, oltre al picco di Salerno, le sole 16 città che possono contare su potenze oltre i 10 kW e soprattutto le 27 che non arrivano nemmeno a 1 kW e le 7 (Trapani, Taranto, Messina, Lucca, Lecco, Isernia ed Enna: tutte città del Mezzogiorno dove il sistema potrebbe dare ottimi frutti soprattutto per la latitudine) che non hanno produzione di energia rinnovabile per i loro edifici pubblici comunali.

 

Presenza del verde

In appendice, insieme agli indicatori che tuttavia non hanno influenze sulla classifica finale (tra cui la presenza di piste ciclabili o il numero complessivo di punti luce a illuminare il territorio), spicca un elemento chiave soprattutto per la qualità della vita, il verde. Restituito sotto forma di Verde urbano fruibile (estensione pro capite di verde fruibile in area urbana in mq/ab) e Aree verdi totali (percentuale della superficie delle differenti aree verdi sul totale della superficie comunale), vede primeggiare due città del sud, rispettivamente Matera (992,3 mq/ab) e Messina (72,1%), con gli ultimi posti occupati da Caltanissetta (soli 2,7 mq/ab) e Chieti (0,6%).

 

 

 

 

 

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