'Europa nostra': i quattro progetti italiani vincitori del premio | Architetto.info

‘Europa nostra’: i quattro progetti italiani vincitori del premio

wpid-2792_teatrobergamo.jpg
image_pdf

È all’Italia, a pari merito con Spagna, che la giuria assegna il maggior numero di riconoscimenti del premio promosso dall’Ue Europa Nostra per la conservazione del patrimonio culturale, edizione 2014: quattro. Si tratta del restauro della Basilica Palladiana a Vicenza, del Teatro Sociale di Bergamo, delle Case Walser in Alagna Valsesia, in provincia di Aosta e dell’attività fornita dall’Associazione Iubilantes di Como.

Selezionati tra circa 160 candidature provenienti dai trenta paesi dell’Unione Europea, 25 sono i progetti che verranno premiati nella cerimonia che si terrà il prossimo 5 maggio al Burgtheater di Vienna: tra questi, sei riceveranno un premio in denaro, mentre uno si vedrà insignito del premio del pubblico, grazie a un speciale votazione on line (al sito vote.europanostra.org) attiva fino al 22 aprile. Classificati nelle quattro sezioni del premio (conservazione, ricerca, contributi esemplari e istruzione, formazione e sensibilizzazione), il premio è destinato ai migliori progetti per la tutela e conservazione del patrimonio culturale europeo.

“Desidero congratularmi con i vincitori dell’edizione di quest’anno e con le loro squadre la cui passione e dedizione sono esemplari. Il patrimonio culturale dell’Europa è uno dei nostri asset più preziosi. Esso costruisce ponti tra il passato e il presente, promuove la crescita, incoraggia l’inclusione sociale e attira il turismo. Ma molte’ di queste opere d’arte e di ingegno umano, che hanno irradiato bellezza nel corso dei secoli, sono sempre più fragili. La loro sopravvivenza dipende da un investimento di lungo periodo per conservarle e mantenerle in buono stato. Sono lieta che il nostro nuovo programma “L’Europa creativa” continuerà a sostenere questo premio come anche altre iniziative transnazionali e che il patrimonio culturale continuerà a beneficiare di finanziamenti sostanziali da parte dell’Ue a valere su diverse fonti tra cui i fondi regionali e quelli della ricerca” ha dichiarato la commissaria europea per l’Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù Androulla Vassiliou.

Il restauro della Basilica Palladiana a Vicenza

Il restauro della Basilica Palladiana (realizzata nel XVI secolo da Andrea Palladio) a Vicenza è stato condotto tra il 2006 ed il 2012, con l’obiettivo di restituire alla città un monumento architettonico che nel tempo aveva perso la propria integrità strutturale, riparando ai danni strutturali dovuti al peso delle travi in cemento armato della struttura del tetto. Realizzate dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale, che avevano distrutto l’originaria struttura lignea che sosteneva il tetto a carena rovesciata, sono state sostituite ora con travi in legno lamellare.

Sono state inoltre pulite e protette le decorazioni interne ed esterne dell’edificio, oltre che realizzati nuovi impianti tecnologici e per il riscaldamento. Sono stati realizzati lavori per il rifacimento delle pavimentazioni dei loggiati e del terrazzo superiore (chiuso dagli anni ’80) e riorganizzati gli spazi comuni di accesso alla Basilica stessa, anche con l’inserimento di una nuova rampa di scale negli edifici adiacenti.

Il cantiere per il restauro della Basilica Palladiana, patrimonio Unesco dal 1994, ha avuto inizio nel dicembre del 2006 ed è stato terminato nell’ottobre 2012, quando il rinnovato edificio è stato inaugurato in occasione della mostra «Da Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure». Il lavoro di restauro ha toccato nel profondo la Basilica.

Oltre a rifare ex-novo la struttura portante del tetto in legno lamellare, i lavori hanno riguardato il rifacimento del pavimento in terrazzo, l’inserimento di un nuovo impianto d’illuminazione, sia interno che esterno, la ripulitura a fondo del loggiato palladiano, di cui è anche stato ricostruito il sottofondo della pavimentazione in “masegne” di trachite, ed infine la messa in sicurezza della terrazza sul tetto, per renderla accessibile al pubblico.

E’ stato inoltre realizzato un impianto di condizionamento e climatizzazione, inserito nelle intercapedini, mentre il cuore tecnologico dei servizi per la Basilica e per i negozi al pianoterra ha trovato posto nelle viscere di Corte dei Bissari (collegamento tra Piazza dei Signori e Piazza delle Erbe), alle spalle della Basilica, a sua volta ripavimentata in trachite. Materiali e tecniche utilizzate sono esempio degli esiti più innovativi della ricerca tecnologica contemporanea, con l’obiettivo di realizzare un intervento in grado di proteggere la struttura dell’edificio per più generazioni, come i prodotti Derbigum utilizzati per l’impermeabilizzazione del loggiato, della terrazza di coronamento e della Corte dei Bissari.

Il progetto, del gruppo coordinato da Paolo Marconi, con Salvador Perez Arrojo (designer anche del restyling della Sala Bernarda nella Loggia del Capitanio, dove si tengono i consigli comunali), Andrea Piero Donadello e Eugenio Vassallo, direttore dei lavori, Maurizio Milan (Favero&Milan, strutture), Giorgio Finotti (Tifs ingegneria, impianti), è stato realizzato dall’Associazione temporanea di imprese guidata da Sacaim spa, e composta da Studio Restauri Formica srl, Ingegner Giancarlo Gherardi spa, Consorzio Alveare e Gaetano Paolin spa, per un costo complessivo di 21 milioni di euro.

Il Teatro Sociale di Bergamo

Il Teatro Sociale di Bergamo, esempio di tipico teatro all’italiana, con platea ovale e 86 palchi distribuiti su tre ordini, fu edificato nei primi anni dell’ ‘800, in base a un progetto dell’architetto Leopoldo Pollack e rimase in attività fino al 1932, quando venne chiuso ed abbandonato.

Acquistato dall’Amministrazione comunale nel 1974 e parzialmente riaperto come spazio espositivo nel 1981, dopo un restauro parziale, viene infine restituito alla sua funzione originaria dopo il restauro definitivo, iniziato nel 2006 e terminato del 2009.

Le case Walser

Le case Walser sono una particolare tipologia costruttiva tipica delle vallate attorno al Monte Rosa in Val d’Aosta, con fondamenta e piano terra realizzate in pietra, utilizzato come deposito e stalla, e i piani superiori in legno. Il progetto per il restauro di quattro edifici di questo tipo, in gravissime condizioni di conservazione, è stato intrapreso dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici del Piemonte con competenza territoriale dell’allora Ministero per i Beni e le attività culturali.

Il progetto prevedeva lo smontaggio e il riassemblaggio degli elementi costruttivi in modo da poter comprendere, documentare e restaurare la quasi totalità dei materiali secondo i metodi costruttivi originali. E’ stato necessario avvalersi delle antiche conoscenze locali Walser e dar loro nuovo impulso. Gli interventi hanno contribuito inoltre a valorizzare il paesaggio circostante, abbandonato sia dal punto di vista della sicurezza sia dall’accessibilità. Si è così ripristinata la conoscenza delle tecniche costruttive Walser anche a livello nazionale. Le quattro case, così recuperate, sono state restituite alla loro funzionalità originaria.

L’Associazione Iubilantes di Como

L’attività dell’Associazione Iubilantes è attiva a Como dal 1996 ed è finalizzata a scoprire, restaurare e restituire all’uso pubblico sentieri e strade abbandonati e dimenticati, con lo scopo di far scoprire alle persone la gioia del camminare.

Tra altri progetti, l’Associazione ha riaperto alcune vie dei pellegrini in Lombardia, oltre che collegarle con quelle che attraversavano l’Europa, arrivando fino a Russia, Armenia, Israele ed Etiopia. I lavori di restauro non riguardano solo l’apertura dei percorsi, ma anche quelli di ripristino di monumenti ed edifici a supporto dei pellegrini.

L’autore


Julian Adda

Julian Adda, architetto, editore, collabora dal 2003 con il Giornale dell’Architettura ed altre testate on-line. Ha svolto attività didattica presso lo Iuav di Venezia.

Riferimenti Editoriali


Tecniche di restauro

Guida di riferimento sulle tecniche di restauro e recupero degli edifici anche del ‘900

Composta da un volume e da una banca dati su Dvd, l’opera aggiorna le schede operative dell’opera “Tecniche di restauro” proponendosi come nuova guida per la consultazione e l’applicazione delle tecniche di restauro.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Riferimenti Editoriali


Trattato di restauro architettonico

Consolidamento degli edifici storici

Il trattato affronta in modo ampio e documentato il tema del recupero conservativo delle strutture. Si rivolge in particolare ai tecnici che devono affrontare i problemi strutturali, affrontando i più significativi aspetti strutturali del recupero degli edifici in muratura e legno.

L’opera si rivolge a chi si occupa di aspetti strutturali, in particolare agli ingegneri, ma anche a chi si occupa di aspetti architettonici e della conservazione a tutto campo.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
‘Europa nostra’: i quattro progetti italiani vincitori del premio Architetto.info