I nuovi criteri ambientali minimi per l'arredo urbano | Architetto.info

I nuovi criteri ambientali minimi per l’arredo urbano

Un decreto del ministero dell'Ambiente stabilisce i requisiti tecnici e le verifiche per l'acquisto di panchine, strutture per parchi gioco e altri articoli da parte della Pa. Vediamo i dettagli

image_pdf

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo il decreto 5 febbraio 2015 del ministero dell’Ambiente recante i criteri ambientali minimi per i prodotti/servizi “Acquisto di articoli per l’arredo urbano“, ai sensi dell’articolo 2 del decreto interministeriale dell’11 aprile 2008 che prevede l’emanazione dei “Criteri Ambientali Minimi” per le diverse categorie merceologiche indicate al punto 3.6 del Pan Gpp (Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione).

Il Piano ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2015 la quota del 50% di appalti “verdi” sul totale degli appalti pubblici aggiudicati per la fornitura di articoli di arredo urbano, quali, indicativamente, panchine, fioriere, porta biciclette, tavoli, attrezzature per il gioco e le strutture ludiche, pavimentazioni anti-trauma, transenne, steccati, bagni chimici, contenitori per la raccolta dei rifiuti, tappeti per parchi giochi, accessori per piste ciclabili, attraversamenti pedonali, dissuasori di sosta, rallentatori di traffico. I cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti, le campane per la raccolta del vetro sono esclusi in quanto i criteri ambientali minimi di tali prodotti sono trattati nel Dm 13 febbraio 2014 (Gu n. 58 dell’11 marzo 2014).

La forma di aggiudicazione preferibile è quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa prevista dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 163/2006), che all’art art. 83 lettera e) individua, tra i criteri di valutazione dell’offerta, “le caratteristiche ambientali e il contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell’opera o del prodotto”. Tale sistema consente di qualificare ulteriormente l’offerta rispetto a quanto indicato come requisito base, attribuendo un punteggio tecnico a prestazioni ambientali più elevate, tipiche di prodotti meno diffusi e talvolta più costosi. Le stazioni appaltanti dovrebbero assegnare ai criteri ambientali premianti punti in misura non inferiore al 15% del punteggio totale.

Le specifiche tecniche allegate al decreto forniscono indicazioni di carattere generale per razionalizzare gli acquisti e promuovere le soluzioni a minore impatto ambientale, in relazione alla normativa ambientale e le norme tecniche di riferimento.


Trattamenti e rivestimenti superficiali

I prodotti vernicianti per gli esterni utilizzati nei trattamenti superficiali devono essere muniti di etichetta Ecolabel o essere conformi almeno ai seguenti criteri stabiliti nella Decisione del 28 maggio 2014:

3. Efficienza all’uso.

4. Tenore di composti volatili e semilavorati.

5. Restrizione delle sostanze e delle miscele pericolose.

Ecodesign: disassemblabilità

Il prodotto deve essere progettato in modo tale da permetterne il disassemblaggio al termine della vita utile, affinché le sue parti e componenti possano essere facilmente separabili e avviati ad operazioni di recupero quali la preparazione per il riutilizzo o il riciclo.

Manutenzione dell’area attrezzata

L’offerente deve fornire chiare indicazioni per la corretta manutenzione del prodotto e deve provvedere alle attività di manutenzione a cadenza almeno annuale e su richiesta dell’amministrazione aggiudicatrice se si rendesse necessario un intervento prima del termine previsto.

Requisiti dell’imballaggio

L’imballaggio primario secondario e terziario deve rispondere ai requisiti di cui all’All. F, della parte IV “Rifiuti” del D.Lgs. n. 152/2006 ed essere costituito, se in carta o cartone, per almeno l’80% in peso da materiale riciclato, se in plastica, per almeno il 60%.

Spazi destinati a parchi gioco

Devono essere allestiti con elementi:

1) in legno, a base di legno o composti anche da legno conformi al Regolamento (UE) N. 995/2010 ed essere costituiti da legno riciclato e/o legno proveniente da boschi/foreste gestite in maniera sostenibile; oppure

2) in plastica, in gomma, in miscele plastica-gomma, in miscele plastica-legno, costituiti prevalentemente in plastica riciclata, ovvero in una percentuale minima del 50% in peso rispetto al peso complessivo della plastica impiegata.

Nei casi di utilizzo di semilavorati (esempio gli scivoli dei parchi gioco) che possono essere prodotti solo con la tecnologia a “stampaggio rotazionale”, il contenuto di plastica riciclata minimo in tali semilavorati può essere del 30%, considerato rispetto al peso complessivo del manufatto medesimo.

Non possono essere utilizzati pigmenti e additivi, inclusi i ritardanti di fiamma, contenenti piombo, cadmio, cromo esavalente, mercurio, ftalati a basso peso molecolare, bifenili polibromurati (Pbb), eteri di difenile polibromurati (Pbde), composti dell’arsenico, del boro, dello stagno e del rame, aziridina e poliaziridina, né possono essere utilizzate le sostanze incluse nell’elenco delle sostanze candidate di cui all’articolo 59, paragrafo 1 del Regolamento (Ce) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio ovvero le sostanze identificate come estremamente preoccupanti) né le sostanze di cui all’articolo 57 del medesimo regolamento (ovvero le sostanze da includere nell’allegato XIV “Elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione) iscritte nell’elenco entro la data di pubblicazione del bando di gara.

Piattaforme anti-trauma e campi gioco

Devono essere realizzate preferibilmente con materiali naturali derivanti da operazioni di recupero (per esempio pavimentazioni antitrauma realizzate con cippato o con corteccia). I campi da gioco devono essere lasciati a copertura prativa. Se si utilizzano i materiali sintetici, gli stessi debbono essere conformi ai criteri ambientali minimi corrispondenti.

Articoli di arredo urbano non destinati al contatto diretto con le persone

Rastrelliere per biciclette, tettoie per banchine, cestini per la raccolta dei rifiuti, segnapassi, portabici, pali, stecche, pontili in plastica, gomma, miscele plastica-gomma, miscele di plastica-legno, devono essere conformi alle norme tecniche di riferimento, se esistenti, e costituiti da materiale riciclato per una percentuale minima del 50% rispetto al loro peso. Nei casi di semilavorati di plastica che possono essere prodotti solo con la tecnologia a “stampaggio rotazionale”, il contenuto di plastica riciclata minimo può essere del 30%, considerato rispetto al peso complessivo del manufatto, sia esso componente del prodotto finito o il prodotto finito.


Verifiche

Il rispetto di ciascun criterio ambientale deve essere verificato tramite una tassativa documentazione che l’offerente o l’aggiudicatario provvisorio è tenuto a presentare per comprovare la conformità del prodotto o del servizio al requisito richiesto, oppure tramite i mezzi di presunzione di conformità che la stazione appaltante può accettare al posto delle prove dirette.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

Riferimenti Editoriali


Architettura ambientale

Progetti Tecniche Paesaggi

Ventisei contributi, elaborati dai docenti del corso di laurea in Architettura ambientale del Politecnico di Milano, approfondiscono questioni e tecniche progettuali legate alla sostenibilità, alla ricerca tecnologica, alle nuove prospettive nei processi di trasformazione paesaggistica e urbana.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

Vai all’approfondimento tematico

Copyright © - Riproduzione riservata
I nuovi criteri ambientali minimi per l’arredo urbano Architetto.info