Il distretto emiliano della ceramica, tra recupero dei siti dismessi e qualita' della vita | Architetto.info

Il distretto emiliano della ceramica, tra recupero dei siti dismessi e qualita’ della vita

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Si è tenuta il 15 novembre, presso la sala conferenze di Confindustria Ceramica, la conferenza stampa di presentazione del progetto “Re-cycle Italy”, dedicato al distretto emiliano della ceramica. Un’equipe di 65 studenti universitari della Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano – guidati dai professori Arturo Lanzani, Chiara Merlini e Federico Zanfi, nell’ambito del Laboratorio di progettazione urbanistica del Corso di Laurea Magistrale in Architettura – sta realizzando un progetto frutto di una convenzione con Provincia di Modena e Confindustria Ceramica.

La ricerca, che si svilupperà nei prossimi tre anni, punterà ad una ricognizione sul territorio del distretto finalizzata a sviluppare una riflessione prospettica sulle possibili linee di intervento: le politiche di recupero delle aree industriali e la riqualificazione dello spazio pubblico terranno conto di aspetti centrali quali la competitività del sistema produttivo e la qualità dell’ambiente costruito e naturale.

“Il Distretto di Sassuolo continua a rappresentare la più formidabile piattaforma manifatturiera e produttiva al servizio dell’industria ceramica italiana – afferma Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica -. Una realtà così complessa e articolata, che nel corso degli ultimi 50 anni si è allargata e evoluta sia da un punto di vista fisico che organizzativo, richiede nuove chiavi di lettura per consentire al sistema ceramico italiano di rafforzare la propria competitività. In tal senso l’analisi che il Politecnico di Milano avvia oggi rappresenta un’importante strumento per progettare il Distretto del 2020 nel quale debbono convivere competitività aziendale, rafforzamento delle reti lunghe locali e internazionali, qualità della vita urbana, sviluppo sostenibile permeante i prodotti, i luoghi di lavoro, le città e i territori nel suo complesso”.

“La convenzione con il Politecnico di Milano per un progetto di studio di durata triennale testimonia il nostro impegno a partecipare ai processi di trasformazione del territorio – dichiara Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena. La crisi economica e la riorganizzazione dei processi produttivi hanno profondamente modificato l’economia e l’occupazione della nostra provincia, e in particolare del distretto ceramico, incidendo anche sulla sua geografia. È necessario uscire da una visione che guarda al passato, basata sulla conservazione, cercando di concorrere alla costruzione del futuro con un nuovo modello di sviluppo nel quale università e giovani siano protagonisti, con l’obiettivo finale di attrarre investimenti oltre a migliorare la qualità dell’ambiente”.

“Dopo un lungo dissidio, sviluppo industriale e ricerca di qualità nello spazio urbano rurale e naturale possono e debbono integrarsi – rileva Arturo Lanzani, docente al Politecnico di Milano. La qualità del paesaggio va garantita non solo con una più rigorosa tutela nelle sue componenti storiche naturali, ma anche e soprattutto con una diffusa riqualificazione delle molte urbanizzazioni recenti, che non può darsi senza il contributo attivo, culturale, organizzativo, economico, delle imprese che vi sono insediate.

Per promuovere competitività e abitabilità del distretto è necessario rinnovare le imprese gli spazi produttivi, riusare o riciclare le aree dismesse delle imprese e fermare il consumo di suolo; riqualificare il patrimonio diffuso di attrezzature e di infrastrutture con una grande e originale manutenzione straordinaria, e più in generale intrecciare lo sviluppo della filiera industriale-tecnologica-commerciale focalizzata sull’urbanizzato e nelle sue zone produttive e lo sviluppo della filiera agricoltura-turismo-cultura focalizzata sui grandi spazi aperti di pianura e di collina”.

 

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