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Il Piano Casa Liguria è stato approvato

Il 17 dicembre 2015 sono terminati i lavori che hanno portato all'approvazione del Piano Casa ligure “Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009 numero 49 - “Piano Casa”

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Come si legge dal comunicato stampa del 17 dicembre 2015 della Regione Liguria “Il piano casa ha concluso il suo iter legislativo questa mattina in Consiglio regionale con la votazione finale arrivata dopo 14 ore di discussione in due differenti sedute”. Entra in fase definitiva, pertanto, uno dei Piani casa che ha fatto più discutere nelle ultime settimane, raccogliendo opinioni discorsi da molti fronti.
«È un bene per la Liguria – ha detto il Presidente Giovanni Toti – sarà un bene per l’economia di questa terra, per le imprese edili che potranno lavorare e per quei 4000 disoccupati dell’edilizia presenti in questa regione che non lavorano. È una legge di cui siamo orgogliosi: darà una scossa al settore dell’edilizia che sta vivendo in Liguria una forte crisi, con 4.000 persone disoccupate, che regolerà il settore abitativo semplificando le norme».

Non dello stesso avviso il FAI (Fondo Ambiente Italiano) che manifesta «un profondo rammarico per un’iniziativa politica che orienta lo sviluppo della Liguria, già pesantemente provata da un’urbanizzazione eccessiva, facendo leva sull’incentivo all’edilizia in termini quantitativi e non qualitativi» e chiede l’indispensabile intervento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per impugnare la norma alla luce di caratteri di incostituzionalità (estratto dall’articolo de Il Secolo XIX).

Il Fai inoltre manifesta «un profondo rammarico per un’iniziativa politica che orienta lo sviluppo della Liguria, già pesantemente provata da un’urbanizzazione eccessiva, facendo leva sull’incentivo all’edilizia in termini quantitativi e non qualitativi»

Si tratta di modifiche apportate al testo della legge regionale n. 49/2009 che riguardano gli articoli di seguito elencati e per cui si riporta il testo pubblicato dalla Regione Liguria (scarica il testo completo qui).

Ampliamento di edifici esistenti (Artt. 3-4)
Il Provvedimento consente l’ampliamento degli edifici disciplinandolo in quattro fasce sulla base delle volumetrie esistenti:
• Fascia 1: V < 200 mc, +60 mc;
• Fascia 2: 200 < V < 500 mc, +20%;
• Fascia 3: 500 < V < 1000 mc, +10%;
• Fascia 4: 1000 < V < 1500 mc, fino ad un massimo di 200 metri cubi (prima era di 170 metri cubi).

Su quest’ultimo punto il Presidente della IV Commissione Territorio-Ambiente, Andrea Costa, commenta così: «Non c’è alcun rischio di cementificazione, ma al contrario, anche con questo provvedimento noi siamo impegnati a combattere il dissesto idrogeologico che purtroppo colpisce una parte considerevole del nostro territorio. Il Piano prevede premialità per chi “sposta” fabbricati situati in aree a rischio, esondabili o soggette a frane, in zone più sicure»… [omissis] … Sarà possibile effettuare il cambio di destinazione d’uso dei fabbricati esistenti, con un volume massimo di 200 metri cubi, circa 70 metri quadrati consentendo a manufatti a destinazione non residenziale di diventare abitazioni. «Si tratta di una misura che favorisce il presidio del territorio», afferma.

Gli ampliamenti si possono realizzare anche nell’ambito dei Parchi regionali e del Parco nazionale delle Cinque Terre se:
sono ammessi dalla rispettiva normativa del Parco, pertanto si applica la normativa dei relativi Piani;
• nel caso del Parco nazionale delle Cinque Terre che è privo del relativo Piano si applica la normativa edilizia prevista dal D.P.R. n. 380/2001 che consente tali interventi nell’ambito dei centri urbani;
• gli interventi sono ritenuti inammissibili dalla normativa dei Parchi, allora la decisione è rimessa ad ogni Ente Parco. Circa l’assunzione di specifica deliberazione di variante al Piano del Parco ed è, comunque, previsto il nulla-osta da parte dell’Ente Parco stesso per ogni singolo intervento e ogni singola istanza dei cittadini che intendano applicare il Piano casa.
I Comuni hanno facoltà, nei 60 giorni successivi all’approvazione della legge, di escludere parti del proprio territorio dall’applicazione dell’art. 3 del Piano casa concernente l’ampliamento degli edifici esistenti, sulla base delle caratteristiche del loro territorio.
Per gli edifici rurali con destinazione non residenziale con volumetria non superiore a 200 metri cubi, è consentito il mutamento della destinazione d’uso per diventare abitazioni a condizione che non vengano demoliti.
Si prevede un bonus di 15 metri cubi nel caso di ampliamenti che prevedono la realizzazione di servizi igienici per disabili.

A seguito dell’emendamento presentato da Andrea Costa l’incremento volumetrico aggiuntivo di un immobile, pari al 5 per cento, già previsto qualora contestualmente si attui anche il ripristino di suolo agricolo, (l’area del terreno deve essere pari almeno a dieci vuole la superficie lorda dell’immobile ampliato), viene consentita purché il terreno stesso si trovi nel medesimo Comune dove è localizzato l’immobile, superando il vincolo della normativa vigente che limitava le possibilità di recupero del suolo agricolo entro un raggio di 200 metri dell’immobile.

Demolizioni e ricostruzione di edifici incongrui (Artt. 6-7)

Demolizione e ricostruzione Bonus
Comune Comune montano
Fabbricati residenziali (V < 2.500 mc) 35% 40%
Costruzione sita in zona rischio frana o alluvione, demolita e ricostruita in zona sicura 50% 60%
Edificio + serre abbandonate

o

Recupero di muri a secco

o

Territorio rurale

45% 50%

In caso di demolizione e ricostruzione di edifici incongrui , con un volumetria massima di 2500 metri cubi per quelli ad uso residenziale e 10.000 mc per quelli a destinazione d’uso diversa da quella residenziale, la percentuale di ampliamento del 35% prevista per i Comuni costieri, viene innalzata al 40% nei Comuni montani.
Chi “trasferisce” un edificio esistente, sia di tipo residenziale (art. 6) o per altra destinazione d’uso (art. 7), da una area con criticità idrauliche e geologiche (aree esondabili e frane) in un’area sicura, ha diritto ad un incremento volumetrico pari al 50 per cento del volume geometrico esistente nei Comuni costieri, mentre nei Comuni montani la percentuale di incremento volumetrico è elevata al 60 per cento.
Le pertinenze di edifici residenziali, staccate da questi e con volumetria non superiore a 200 metri cubi, possono essere ampliate restando tali oppure con mutamento d’uso nel limite di 60 metri cubi (un locale ad uso abitativo, ma non un’abitazione autonoma).
Si prevedono premialità volumetriche a fronte dell’adeguamento dell’intero edificio alla normativa antisismica e del conseguimento dei requisiti di rendimento energetico prescritti per le nuove costruzioni.

Applicazione e validità del piano casa
In tutti i casi, gli interventi ammessi dalla disciplina del Piano casa operano in deroga ai piani urbanistici comunali, ma devono essere conformi al Piano paesaggistico regionale, ai Piani di Bacino, ai Piani dei Parchi, ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica ed agli atti di programmazione regionale in materia di commercio.
Il Piano Casa, inoltre, può essere applicato una sola volta su ogni singolo fabbricato. Si applica anche sugli edifici condonati e quindi oramai regolari a tutti gli effetti. Va sottolineato che la demolizioni e la relativa ricostruzione di un edificio è consentita, ovviamente, soltanto all’interno di un medesimo Comune.

Fonti consultate
– http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-del-consiglio/archivio-comunicati-stampa-di-assemblea-e-commissioni-del-consiglio/item/45610-i-lavori-del-consiglio-regionale-di-gioved-17-dicembre-mattina.html
– http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-del-consiglio/archivio-comunicati-stampa-di-assemblea-e-commissioni-del-consiglio/item/45611-costa-una-buona-legge-per-il-recupero-del-patrimonio-edilizio-esistente-la-salvaguardia-del-territorio-e-la-lotta-al-dissesto-idrogeologico.html
– http://www.regione.liguria.it/presidente-della-giunta/archivio-articoli-sul-presidente/item/45609-il-piano-casa—-legge-toti—un-bene-per-l-economia–il-lavoro-e-per-tutta-la-liguria.html
– http://www.regione.liguria.it/argomenti/media-e-notizie/archivio-comunicati-stampa-del-consiglio/archivio-comunicati-stampa-di-assemblea-e-commissioni-del-consiglio/item/45621-il-presidente-toti-presenta-in-aula-il-bilancio.html
– http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/12/18/AS0hNqp-impugni_incostituzionale_ministero.shtml

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