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Il Piano Casa Liguria non convince: ecco perché

Pur menzionando il tema del dissesto, il nuovo Piano Casa Liguria sembra aprire la strada ad ampliamenti, condoni e persino costruzioni in parchi tutelati, come quello delle Cinque Terre. La nostra analisi punto per punto

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Il “Piano Casa” nasce nel 2009 dall’intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, sancita poi dal provvedimento firmato il 1 aprile 2009, che ha come elemento catalizzatore le misure di contrasto alla crisi economica.

A partire da allora le Regioni hanno legiferato in materia e la Liguria ha emanato la l.r. n.49/2009 coordinata con la l.r. n. 33 del 16/11/2012 e con la l.r. n.9 del 5/04/2012, prorogandone poi i termini al 30/12/2015.

Lo scorso 19 ottobre la Giunta regionale ligure ha varato la proposta di un nuovo Piano Casa che passerà a breve all’esame del Consiglio.
Si tratta di una delibera sintetica, ma discussa, scandita da 11 punti, che introduce importanti novità per l’attività edilizia ligure.

La volontà della Giunta regionale, come si legge dal comunicato stampa emesso, è di dare piena efficacia all’articolo 1 del precedente piano casa (in via di chiusura), ovvero “la presente legge disciplina interventi atti a promuovere l’adeguamento funzionale, architettonico e ambientale degli edifici attraverso l’ampliamento dei volumi esistenti, nonché la riqualificazione urbanistica, paesistica e/o ambientale attraverso il rinnovo del patrimonio edilizio esistente in condizioni di rischio idraulico o idrogeologico o di incompatibilità urbanistica anche mediante l’applicazione di nuove tecnologie per la sicurezza antisismica, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici» (art.1 comma 1, l.r. n. 49/2009)”.

La sensazione, da una prima lettura di quanto esposto in Conferenza Stampa e riportato sul giornale delle giunta, è che il tema del dissesto idrogeologico sia un richiamo dovuto poiché attuale ma non sia tenuto adeguatamente in considerazione, in favore di ampliamenti, anche di beni condonati, estesi anche ai Parchi tutelati come quello, ad esempio delle Cinque Terre (alluvione del 25 ottobre 2011).
In attesa di pubblicare la versione definitiva ed approvata, si analizzano gli 11 punti salienti della proposta, mettendola a confronto con il Piano Casa uscente, con scadenza 31 dicembre 2015.

Frana a Vernazza – Cinque Terre (http://www.informazionesostenibile.info/tag/dissesto-idrogeologico/).

Frana a Vernazza – Cinque Terre (http://www.informazionesostenibile.info/tag/dissesto-idrogeologico/).

Gli 11 punti del Piano Casa in Liguria

il testo note e confronti col Piano Casa vigente (in vigore fino al 31 dicembre 2015)
1 Il primo carattere innovativo riguarda la durata di suddetto piano, infatti, diviene permanente non prevedendo più un periodo circoscritto. Ciò, secondo la Giunta, consente un orizzonte più certo per le iniziative di imprenditori, amministratori e privati cittadini.
2 I Comuni dovranno inserire nei loro piani urbanistici norme per la riqualificazione del patrimonio edilizio in conformità ai principi e alle misure di premialità previste nella vigente legge regionale. Art. 4 –Le percentuali di ampliamento, previste dalla normativa vigente, possono essere incrementate di:
+10% se l’intero organismo edilizio venga adeguato alla normativa sismica e ai requisiti di rendimento energetico;
+5% nel caso di edifici rurali di valore testimoniale a destinazione residenziale;
+5% se la copertura viene adeguata a quelle circostanti tipiche liguri;
+5% se viene realizzato o un tetto fotovoltaico o un serbatoio interrato per il recupero delle acque pluviali di capacità non inferiore a 10 m3 .
3 L’ampliamento degli edifici esistenti da riqualificare è ammesso in tutti i Parchi liguri, oltre a quelli nei quali era già consentito dalla legge vigente, sotto il controllo dell’Ente Parco. Il Piano Casa vigente esclude la possibilità di effettuare ampliamenti nelle aree ricadenti nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, del Parco regionale di Portofino, del Parco Naturale Regionale di Portovenere e del Parco Naturale Regionale di Montemarcello Magra.
Il futuro Piano Casa invece toglie suddetto divieto lasciando all’ente Parco la discrezionalità di controllare l’attività edilizia operante nel territorio di competenza, come già gli era richiesto per gli altri Parchi dove si applica la disciplina di ampliamento stabilita nei relativi Piani.
4 Sono mantenuti gli strumenti di controllo ambientale, la difesa del suolo e la tutela del paesaggio.
5 Sono abrogate le norme tecniche che contenevano le limitazioni alla progettazione degli interventi.
6 Il Piano Casa è applicabile anche agli edifici condonati in quanto divenuti regolari a tutti gli effetti. In questo articolo la legge vigente specifica le esclusioni agli interventi di ampliamento, tra cui le unità immobiliari abusive e quelle integralmente condonate afferenti alla tipologia “Opere realizzate in assenza o in difformità della licenza edilizia o concessione e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici”. Il futuro Piano Casa di fatto abroga tale divieto, estendendo gli interventi di ampliamento anche a questa categoria.
7 Il Piano Casa è potenziato e semplificato per essere più efficace e conseguire migliori risultati per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente specie quello collocato in aree a rischio idraulico e idrogeologico.
8 L’ampliamento degli edifici esistenti è aumentato da 170 m3 a 200 m3 in proporzione all’edificio esistente. L’ampliamento di edifici esistenti è disciplinato in funzione della volumetria esistente (Ve).
Tale intervento deve migliorare la funzionalità, la qualità architettonica e deve rispettare la normativa sismica e i requisiti energetici. È rivolto agli edifici a totale o prevalente destinazione residenziale non eccedenti i 1500 m3, gli edifici ad uso socio-assistenziale e socio-educativo.
a) Ve < 200 m3: +60m3;
b) 200 m3 < Ve < 500 m3: entro il limite+20%;
c) 500 m3 < Ve < 1000 m3: entro il limite+10%;
Nella dicitura “ampliamento” ricadono interventi come il cambio di destinazione d’uso di locali accessori posti all’interno dell’ingombro geometrico del volume esistente e che corrispondono a interventi di ristrutturazione edilizia (l.r. 16/2008 e s.m.i.).
9 La possibilità di ampliamento o cambio di destinazione d’uso è estesa anche alle pertinenze degli edifici esistenti che non superino 200 m3.
10 La percentuale degli edifici da ricostruire è portata dal 35% al 50% per quelli che si trovano in aree esondabili o in zona di frana e che sono ricostruiti in zone sicure. Il Piano Casa vigente prevede un incremento del volume esistente del 35% (volumetria non superiore a 2500 m3), mentre di al massimo 700 m3 per gli edifici con volumetria superiore a 2000 m3.
11 La demolizione di edifici esistenti da riqualificare e la loro ricostruzione è resa più agevole ed estesa al territorio comunale eliminando i vincoli di localizzazione e le condizioni per la ricostruzione presenti nella vigente legge regionale.

Fonti

http://www.regione.liguria.it/argomenti/territorio-ambiente-e-infrastrutture/urbanistica/misure-urgenti-per-il-rilancio-dellattivita-edilizia-e-per-la-riqualificazione-del-patrimonio-urbanistico-edilizio-piano-casa.html
http://www.regione.liguria.it/giornale-della-giunta/archivio-focus-del-giornale-della-giunta/item/45005-piano-casa–il-nuovo-disegno-di-legge.html
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/10/19/ARmavJNG-cemento_parchi_liguria.shtml
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/10/19/ARPMooNG-territorio_consumato_avanzata.shtml

 

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