La legge antisismica della Calabria nel "mirino" di architetti e ingegneri | Architetto.info

La legge antisismica della Calabria nel “mirino” di architetti e ingegneri

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Cnappc e Cni hanno inviato una missiva al presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, al Ministro delle infrastrutture, Corrado Passera, al presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa, e al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella.

Al centro della questione, l’abolizione dell’articolo 7 del Regolamento di attuazione della legge regionale della Calabria n. 35, conosciuta come legge antisismica.

Già alcuni mesi fa, con una iniziativa congiunta, gli Ordini provinciali di architetti e ingegneri della Regione Calabria hanno portato all’attenzione le criticità connesse all’entrata in vigore del regolamento. In particolare, il punto cruciale è rappresentato dai sistemi di controllo che la pubblica amministrazione ha scelto di adottare per verificare l’affidabilità e la rispondenza alla legge delle procedure di calcolo redatte dal progettista.

A questo proposito, la Regione Calabria ha deciso di utilizzare la procedura automatizzata denominata Si-Erc, “i cui codici e la cui struttura restano di fatto assolutamente oscuri al progettista strutturale , e non solo – si legge nella nota di Cnappc e Cni –“.

“La scelta fatta dalla Regione Calabria in tema di procedure automatizzate di controllo, contraddicono, e addirittura per certi versi violano, i principi di legge e del capitolo 10 delle NTC 2008“. Quest’ultimo contiene le indicazioni per la redazione dei progetti strutturali e per renderli “leggibili”. “La legge impone al tecnico di dare informazioni semplici e chiare che non parlino il linguaggio ermetico e oscuro degli output dei codici di calcolo automatici”.

“L’impossibilità di ‘entrare’ nel software utilizzato dalla pa -rimarcano Cni e Cnappc – non rende il procedimento automatico trasparente perché, di fatto, non pone sullo stesso livello di conoscenza del sistema, la pubblica amministrazione e l’utenza”.

“Il progettista non ha la possibilità di contestare nel merito l’eventuale diniego a una pratica dovuto a una risposta negativa della procedura automatizzata. Il progettista può venire a trovarsi nella condizione di dover rispondere alle questioni sollevate dal Si-Erc, nell’assoluta ignoranza dei meccanismi che hanno determinato i risultati discordanti dal calcolo presentato”.

Gli ordini nazionali di ingegneri e architetti ora chiedono un’audizione per “pervenire, nel più breve tempo possibile, alla eliminazione di ogni distorsione”. E in attesa di una risposta, i progettisti calabresi interrompono il confronto al tavolo tecnico con la pa”.

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