Le caserme 'passano' ai Comuni che potranno riqualificarle | Architetto.info

Le caserme ‘passano’ ai Comuni che potranno riqualificarle

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Caserme e altri immobili militari di proprietà della Difesa verranno ‘ceduti’ attraverso speciali accordi ai Comuni di Roma, Torino e Milano, che potranno intraprendere percorsi di valorizzazione delle stesse strutture, modificandone la destinazione.

L’iniziativa è il frutto tre protocolli di intesa siglati il 7 agosto 2014 a Roma tra Agenzia del demanio e ministero della Difesa con le amministrazioni comunali delle tre città. Per la Difesa si tratta di un’operazione che serve a “razionalizzare gli spazi utilizzati dalle amministrazioni dello Stato, riallocare le funzioni delle Forze Armate e contribuire allo sviluppo dei territori cittadini”, realizzate nell’ottica della riduzione del debito pubblico e della spesa per le locazioni passive. Proprio in virtù del fatto che gli immobili sono situati sui territori cittadini, saranno le stesse amministrazioni a coordinare appositi gruppi di lavoro che stabiliranno come trasformare e rigenerare tali immobili e aree urbane.

Il protocollo di intesa dura un anno e dovrà essere seguito da un accordo di programma attuativo entro questa scadenza. Ai primi immobili individuati se ne potranno aggiungere altri non ancora dismessi.

Per il Comune di Milano i primi spazi individuati sono Piazza delle Armi in via delle Forze Armate, i Magazzini di Baggio in via Olivieri e la “Caserma Mameli” in via Suzzani. “A Milano ci sono alcuni siti militari inutilizzati o utilizzati solo parzialmente” ha detto il sindaco Giuliano Pisapia. “Questi spazi saranno valorizzati, permettendo di restituire parti di essi alla città come spazi verdi e servizi, migliorando la qualità delle aree pubbliche” L’idea iniziale è di trasformare Piazza d’Armi in via Forze Armate in un parco in una zona di periferia, mentre per la caserma Mameli si parla di interventi di edilizia convenzionata, oltre al recupero di strutture per servizi sociali o per iniziative culturali.

A Torino sono state individuate le caserme “Cesare di Saluzzo” di Corso Valdocco, la caserma “Alessandro La Marmora” di Via Asti, la caserma “Ettore De Sonnaz” di Via De Sonnaz e il Magazzino artiglieria e difesa chimica (Mar.Di.Chi) di Via Bologna. “Le grandi dimensioni delle prime quattro caserme individuate e la loro ubicazione in zone centrali della città ne consentiranno un uso plurimo”, ha spiegato il sindaco Piero Fassino: “Housing sociale per fronteggiare l’emergenza abitativa, housing studentesco a supporto del programma Torino città universitaria, servizi amministrativi e sociali della città che necessitino di spazi di grandi dimensioni, nonché destinazioni di natura culturale”.

Per quanto riguarda i sei immobili scelti in questa fase per Roma, il sindaco Ignazio Marino ha confermato di voler intraprendere “un percorso partecipato scegliendo insieme ai cittadini e ai Municipi la destinazione da dare agli spazi, per una piena condivisione con la città”, sulla scia di quanto accaduto negli ultimi giorni con la parallela delibera per valorizzare le caserme di via Guido Reni, che ospiteranno funzioni di edilizia residenziale, sociale e il Museo della scienza.

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