Le nuove norme della Regione Toscana per il contrasto al consumo di suolo | Architetto.info

Le nuove norme della Regione Toscana per il contrasto al consumo di suolo

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Le nuove “Norme per il governo del territorio” approvate il 29 ottobre dal Consiglio regionale della Toscana innovano la precedente legge del 2005 riguardo ad alcuni importanti aspetti:

a) la valorizzazione del patrimonio territoriale e paesaggistico, stabilendo che il suolo rurale è un bene comune e come tale va tutelato e preservato nelle sue funzioni produttive ed ecologiche;

b) il contrasto al consumo di suolo, prevedendo che nuovi impegni di suolo saranno ammessi solo se non sussistono possibilità di riuso degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti;

c) la “governance territoriale” come modello partecipato di relazioni tra soggetti pubblici competenti, garantendo una maggiore trasparenza e responsabilizzazione di ciascun soggetto.


Qualità del territorio rurale

Le nuove norme per il governo del territorio della Regione Toscana riconoscono l’attività agricola come attività economico-produttiva, nel rispetto della valorizzazione dell‘ambiente e del paesaggio; le scelte colturali ed agronomiche delle aziende sono libere da licenza e non più soggette alla pianificazione urbanistica. Tale riconoscimento comporta:

a) la limitazione della frammentazione del territorio agricolo a opera di interventi non agricoli contro il consumo di suolo,

b) la semplificazione delle procedure per la realizzazione di annessi e strutture per l’agricoltura temporanei e di minore entità,

c) la specificazione delle trasformazioni aziendali che comportano la necessità di un piano attuativo,

d) vincoli e sanzioni in caso di perdita della destinazione d’uso agricola.

Gli strumenti della pianificazione dovranno individuare i “nuclei rurali”, le cui trasformazioni devono garantire la coerenza con i caratteri propri degli insediamenti, gli “ambiti di pertinenza di centri e nuclei storici” di cui tutelare la valenza paesaggistica, e gli “ambiti periurbani” in cui promuovere forme di agricoltura integrabili con gli insediamenti urbani e che ne contribuiscano al miglioramento.

Contrasto al consumo di suolo

Con le nuove norme per il governo del territorio la Regione Toscana introduce il concetto di patrimonio territoriale esteso all’intero territorio regionale come bene comune da tutelare nel suo insieme; ciò comporta la differenziazione delle procedure per intervenire all’interno del territorio urbanizzato da quelle per la trasformazione di aree esterne, in particolare il territorio rurale.

Nel primo caso, i Comuni, nell’individuare il perimetro del territorio urbanizzato, dovranno privilegiare il riuso e la riqualificazione delle aree urbane degradate o dismesse e potranno beneficiare di procedure semplificate per il riuso e la riqualificazione dell’esistente.

Nel secondo caso, nuove edificazioni residenziali saranno vietate e anche limitati impegni di suolo per destinazioni diverse da quella residenziale saranno assoggettati al parere obbligatorio della “conferenza di co-pianificazione d’area vasta”, che verificherà le alternative di riutilizzazione o riorganizzazione di insediamenti e infrastrutture esistenti e valuterà la necessità della perequazione territoriale per compensare vantaggi e oneri delle nuove previsioni.

In materia edilizia, le nuove norme per il governo del territorio della Regione Toscana aggiornano:

1) la disciplina della ristrutturazione edilizia ricostruttiva;

2) la definizione delle possibili deroghe in tema di distanze tra edifici negli interventi di demolizione e ricostruzione;

3) l’introduzione dell’agibilità parziale degli edifici o porzioni delle costruzioni;

4) la previsione della possibilità di presentare subito la Scia con efficacia differita;

5) il nuovo concetto di “Mutamento d’uso urbanisticamente rilevante” (art. 23-ter Dpr n. 380/2001).

Governance territoriale

Il piano strutturale intercomunale diventa il riferimento qualificante per garantire una progettazione unitaria e multisettoriale delle trasformazioni d’area vasta. La conferenza paritetica interistituzionale per la trattazione dei conflitti assume i poteri necessari per assicurare il recepimento delle proprie conclusioni. I soggetti istituzionali potranno attivare la conferenza qualora ravvisino contrasti non solo tra gli strumenti della pianificazione ma anche rispetto alle disposizioni della legge regionale. Le nuove norme per il governo del territorio della Regione Toscana prevedono inoltre che le attività di partecipazione siano inserite a tutti gli effetti nella procedura di formazione degli atti di governo del territorio. E’ garantito il diritto d’accesso agli atti amministrativi relativi ai procedimenti senza obbligo di specifica motivazione.

Il tempo massimo necessario per la formazione di uno strumento di pianificazione comunale, dall’avvio del procedimento all’approvazione, è fissato in due anni, con restrizioni per gli interventi urbanistici ed edilizi nei Comuni che superano tale termine.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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