Luigi Caccia Dominioni, l'omaggio dell'Ordine architetti di Milano | Architetto.info

Luigi Caccia Dominioni, l’omaggio dell’Ordine architetti di Milano

Progettista per la nuova borghesia milanese e fondatore della Azucena, Luigi Caccia Dominioni e' protagonista di un volume della Fondazione dell'Ordine degli architetti

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La Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano dedica a Luigi Caccia Dominioni il terzo libro della collana Itinerari di architettura milanese, in presentazione giovedì 12 febbraio presso la sede dell’Ordine. Ma chi è Luigi Caccia Dominioni e qual è la sua eredità per l’architettura milanese e nazionale?

Luigi Caccia Dominioni nasce a Milano nel 1913, dove nel 1936 si laurea in Architettura. Dopo l’abilitazione all’esercizio della professione conseguita a Venezia, apre a Milano uno studio professionale con i fratelli Livio e Piergiacomo Castiglioni, la cui attività viene interrotta dalla guerra che lo costringe a riparare in Svizzera e lo riporta a Milano con l’apertura di un nuovo studio.

Nella crisi del Razionalismo che investe l’architettura del secondo dopoguerra e che in Italia prende forme diverse a seconda dei contesti (un esempio torinese è la dibattuta sede della casa editrice Bottega d’Erasmo, progettata e realizzata da Gabetti&Isola tra 1953 e 1956), le architetture di Caccia Dominioni si affiancano, proponendo una visione del tutto personale e autonoma, dalla produzione della seconda generazione di architetti milanesi a cui appartiene, quella che vede in Luigi Figini e Gino Pollini, Ignazio Gardella, Piero Bottoni e nello studio Bbpr (Banfi, Belgioioso, Peressutti e Rogers) i nomi di maggiore spicco.

Caccia Dominioni affronta e sviluppa in una pratica progettuale svolta soprattutto a Milano e nella sua provincia la tematica dell’alloggio borghese, che lo lega all’architettura degli interni e al disegno e produzione di arredi. Durante gli anni cinquanta e sessanta, i decenni di maggiore successo, si dedica soprattutto alla realizzazione di complessi dal grande rigore espressivo e alloggi per rispondere alle richieste della nuova imprenditoria lombarda. A Milano realizza, tra gli altri, casa Caccia Dominioni in piazza Sant’Ambrogio (1947-50), i condomini di via Nievo (1955), l’edificio per abitazioni e negozi in corso Italia (1957-62), i palazzi per uffici e abitazioni in corso Europa (1958-59) e le abitazioni in Santa Maria alla Porta (1958-61).

 

 

Abitazioni in Santa Maria alla Porta

 

 

Nei confronti del design d’interni e di arredi Caccia Dominioni sviluppa un interesse che accompagna per tutta la vita la sua attività di architetto. Partendo dal progetto per il radioricevitore Phonola a cinque valvole elaborato con Livio e Pier Giacomo Castiglioni nel 1939, dopo la guerra costituisce, nel 1949, la ditta Azucena insieme a Vico Magistretti e Ignazio Garella con lo scopo di avviare la produzione di mobili partendo da un piccolo repertorio disponibile da loro impostato.

 

Il radioricevitore Phonola a cinque valvole

 

 

L’Azucena, oggi ancora in attività, inizia così a produrre piccole serie di oggetti di arredamento, disegnati per le case che gli architetti stanno contemporaneamente progettando e realizzando, avvalendosi di qualificate maestranze artigiane locali. Sono tavoli, divani, fermaporte, lampade e maniglie che uniscono i materiali tradizionali a quelli moderni (come lacca, ottone lucido cromato, cristallo) e affiancano la produzione artigianale e quella industriale, prendendo il loro nome dal luogo in cui è realizzato il progetto che li vede parte integrante o dalle loro forma o particolari caratteristiche.

Tra questi, le lampade Boccia e Imbuto e la serie Fasce Cromate oppure Ambrosianeum e San Siro e la sedia Catilina presentata all’XI Triennale di Milano nel 1957.

 

La sedia Catilina

 

 

Mobili e oggetti che sono ancora oggi oggetto di nuove produzioni, rivisitazioni e riproduzioni da parte dell’Azucena ma anche di altri produttori (come Estel o Alessi).

I progetti di arredo di Luigi Caccia Dominioni sono stati anche celebrati durante lo scorso Salone del Mobile con una mostra di oggetti e fotografie realizzata all’interno della sede di Azucena di via Manzoni 23.

L’iniziativa verrà ripetuta quest’anno con Ignazio Gardella per celebrare la produzione dei fondatori.

 

 

 

 

 

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