Opere incompiute in Italia: strutture sportive, restauri e riqualificazioni | Architetto.info

Opere incompiute in Italia: strutture sportive, restauri e riqualificazioni

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Prosegue il nostro viaggio all’interno della speciale graduatoria dell’inefficienza rappresentata dall’anagrafe delle opere pubbliche sospese in Italia, fotografata dal Simoi, il Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, attraverso l’articolo 44-bis del decreto-legge 201/2011.

Dopo l’articolo introduttivo (leggi qui l’articolo) e quello di approfondimento sulle prime due posizioni della classifica considerando le tipologie di lavori pubblici, occupate dalle opere infrastrutturali (circa il 34% del totale) e dai servizi (circa il 20%) , completiamo l’elenco delle categorie con le strutture sportive, i restauri e le ristrutturazioni e le riqualificazioni. Infine, proponiamo una riflessione inerente un altro capitolo dei progetti pubblici che, per varie ragioni, si sta facendo sempre più buio: quello dei concorsi di progettazione.

Strutture sportive (10%) e Restauri e ristrutturazioni (10%)

Il terzo posto se lo spartiscono (entrambi al 10%) le strutture sportive e i restauri e ristrutturazioni di vario genere: questi ultimi, non solo riferiti al patrimonio monumentale (cui dedicheremo una lettura a parte in un prossimo articolo). Così si scopre che in molte regioni (Umbria in testa) sono ancora in corso o di là da venire le opere di miglioramento e adeguamento sismico, mentre il Comune di Cagnano Amiterno (L’Aquila) deve ancora predisporre i basamenti in calcestruzzo armato a platea per l’installazione dei Moduli abitativi provvisori (Map) e le relative opere di urbanizzazione in risposta all’emergenza per il sisma in Abruzzo del 2009 (!).

Certo, non tutto il male vien per nuocere: ad esempio, forse non molti si duoleranno del mancato avvio dei lavori dell’autodromo per gare di formula 3, kart e moto ad Arborea (Oristano). Seguono poi (entrambe al 9%) scuole (di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle università, come nel caso della nuova Facoltà di Lettere dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale) e residenze, dove qui a farla da padroni sono le Agenzie territoriali per la casa (Ater, Aler o altra denominazione delle strutture ex Iacp), con Calabria e Sicilia in pole position per numero di cantieri e alloggi rimasti sulla carta.

Riqualificazione urbana (5%)

Chiudono la lista (5%) i lavori legati a piani urbanistici (tra cui alcuni dei cosiddetti programmi complessi dai nomi più improbabili, dai Pisu ai Piruea) o singoli interventi di riqualificazione urbana, compresa la realizzazione di parchi e spazi pubblici di ritrovo.

I concorsi di progettazione

Scorrendo il Simoi, figura anche l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise a Teramo, esito di una rilevante gara nazionale bandita nel 2004, aggiudicata allo studio Ricci&Spaini (completato solo il primo lotto di opere accessorie, ma la gara d’appalto è andata deserta). Trattandosi pur sempre di opere pubbliche incompiute, seppure in nuce, sarebbe opportuno estendere un simile censimento anche ai concorsi conclusi con l’individuazione di un vincitore ma il cui progetto non si è mai concretizzato.

Esiste un Osservatorio concorsi in seno al Consiglio nazionale architetti ma è assai parziale, mentre anche in questo caso l’elenco sarebbe molto lungo. Un’inchiesta condotta da Il Giornale dell’Architettura nel febbraio 2010 aveva individuato una lista nera di oltre 70 grandi concorsi rimasti sulla carta negli ultimi dieci anni, per una stima di circa il 60% di fallimenti sul totale di competizioni bandite.

Ora la lista andrebbe aggiornata con i più recenti flop: per fare solo due esempi di richiamo, il nuovo Palazzo del Cinema al Lido di Venezia (progetto del gruppo guidato da Rudy Ricciotti e 5+1AA) e l’auditorium di Padova (progetto dell’austriaco Klaus Kada). Ma qui la questione si fa filosofica: un’opera pubblica incompiuta è tale solo quando non se ne espleta l’appalto, oppure già quando si è avviata la procedura (con tutti i relativi oneri) per affidare l’incarico al progettista? 

L’autore


Luca Gibello

Si laurea presso la Facoltà di Architettura di Torino nel 1996 e consegue nel 2001 il dottorato di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Luca Gibello svolge attività di ricerca sui temi della trasformazione delle aree industriali dismesse in Italia ed è stato docente presso il Politecnico di Torino di Storia dell’architettura contemporanea e Storia della critica e della letteratura architettonica. Dal 2004 è caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”, mentre da settembre è titolare del corso di Architettura dei rifugi alpini presso la facoltà di Ingegneria edile – Architettura dell’Università di Trento. Autore e co-autore di libri e saggi, ha svolto il coordinamento scientifico-redazionale del Dizionario dell’architettura del XX secolo (a cura di Carlo Olmo, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2003). Nel 2011 pubblica il libro Cantieri d’alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi, primo studio sistematico sul tema e dal 2012 è presidente della neocostituita associazione Cantieri d’alta quota.

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