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Perché non può esistere un verde pubblico senza manutenzione

Se il nostro è ottenere un verde pubblico fruibile e sicuro, la manutenzione è l’unico strumento in grado di consentire il raggiungimento dello scopo. La nostra riflessione

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Il verde pubblico, per quanto ben progettato e realizzato, non è un ambiente del tutto naturale. In pochi metri quadrati trovano dimora delle piante che probabilmente non si sarebbero mai incontrate in tutta la loro vita.

La natura dispone di spazi senza confini nonché di tutto il tempo necessario per insediarsi in un territorio ed evolversi naturalmente in esso. Il verde pubblico vive invece in spazi ristretti e, quasi sempre, dispone di periodi di tempo limitati per dimostrare l’adattamento al nuovo ambiente.

Le piante che arredano le nostre città sono sottoposte quotidianamente a sollecitazioni straordinarie e a livelli di inquinamento terrificanti. Per difendersi da queste quotidiane aggressioni non possono nemmeno contare sull’aggregazione naturale della specie. Il verde delle nostre città è dunque artificiale, se non nella sua composizione, sicuramente nella sua concezione.

Ecco allora che l’attività di manutenzione diventa imprescindibile per coltivare ciò che da solo non si sarebbe mai sviluppato.

Vane sono le teorie degli ambientalisti che vorrebbero che il verde facesse il suo corso: il concetto è inattaccabile se l’ambiente a cui ci si riferisce è un bosco o una foresta, ma in un parco pubblico il verde deve essere naturalmente addomesticato ovvero modellato secondo natura.

Se l’obiettivo è quello di ottenere un verde pubblico fruibile e sicuro, la manutenzione è l’unico strumento in grado di consentire il raggiungimento dello scopo, a prescindere sia dalla progettazione che dallo stato dell’arte.

Un parco può anche riflettere un’accorta progettazione. Può essere composto da individui vegetali vigorosi, sani e belli da fare invidia. Lasciato però al suo destino presto soffoca e appassisce strangolato dai suoi stessi simili, magari più adattati e competitivi.

Un’alberata stradale deve necessariamente essere educata affinché non possa nuocere pericolo alcuno.
Il verde inoltre è composto da organismi viventi in perenne evoluzione e cambiamento.

La manutenzione non può dunque limitarsi al mantenimento di uno stato di fatto acquisito. Qualsiasi stato vegetativo non è immutabile e vani sarebbero i tentativi di conservarlo uguale a sé stesso. La manutenzione del verde pubblico deve tenere conto del naturale invecchiamento e della normale evoluzione del patrimonio.

Qualsiasi intervento deve essere compiuto per valorizzare le prospettive, per definire le forme ma anche per mettere in risalto i colori, i profumi e le sensazioni tattili. Operando la giusta manutenzione è possibile trasformare un’area insignificante o depressa in un luogo incantevole.

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Giardini della Villa Comunale a Milano

Attraverso sapienti operazioni di manutenzione è possibile dunque realizzare quella difficile convivenza fra natura e urbanizzazione che è quanto di più mirabile si possa auspicare per un parco pubblico.

Fra il dire e il fare molto spesso però si frappongono i soldi e l’ignoranza. Spesso si assiste alla creazione di ipotetici capolavori verdi frutto di robusti investimenti economici, salvo poi verificare che irrisorie somme di denaro sono state stanziate per la manutenzione. Al contrario, bisognerebbe sempre mettere a dimora solamente quanto si è sicuri di potere custodire e valorizzare. Magari lasciando al tempo e a interventi futuri velleità artistiche non altrimenti sostenibili.

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