Da un’ex cava nasce un surf park: la rigenerazione urbana in Scozia si fa così | Architetto.info

Da un’ex cava nasce un surf park: la rigenerazione urbana in Scozia si fa così

Con il progetto del Wavegarden Scotland, sviluppato dai paesaggisti HarrisonStevens, nascerà un grande bacino artificiale attrezzato come surf park alla periferia di Edimburgo

© Wavegarden Scotland
© Wavegarden Scotland
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Il progetto del Wavegarden Scotland, che propone la trasformazione dell’ex cava di Craigpark, area abbandonata nei pressi del piccolo centro scozzese di Ratho, in un surf park con attività accessorie, ha ottenuto il via libera da parte della municipalità dopo avere avuto parere positivo dalla consultazione popolare lanciata nei mesi scorsi.

Avviato da Tartan Leisure ltd, l’intervento agirà su un’area di 23,7 ettari attraverso un progetto sviluppato dallo studio di architetti paesaggisti basati nella vicina Edimburgo HarrisonStevens che creerà un polo interamente dedicato allo sport, al tempo libero e al divertimento legandosi alla vicina Edinburgh International Climbing Arena, recente struttura con cui farà sistema. Il centro dell’intervento è la sistemazione di un grande bacino artificiale in cui verranno create meccanicamente onde per surfisti di tutti i livelli attraverso le tecnologie sviluppate dalla società di ingegneria basca Wavegarden, nata nel 2005 nei pressi di San Sebastián. La loro generazione sarà meccanica e guidata da un avanzato sistema computerizzato che sarà in grado di produrre ogni ora fino a 1.000 onde di dimensioni variabili fino ai 2,4 m di altezza.

La fruibilità del surf park sarà consentita dalla realizzazione di strutture ricettive e per il tempo libero che permetteranno a un’utenza più allargata di frequentare il parco (e all’investimento, stimato oggi di circa 15 milioni di sterline, di ripagarsi). Accanto a possibilità di pernottamento che offriranno sia residence che più spartani pods, il progetto prevede la realizzazione di un bar ristorante sull’acqua con spazi commerciali e di un’area interamente dedicata al divertimento sull’acqua, con water tubing e zipline, e al di fuori, con pump track per BMX.

Il progetto di inserimento paesaggistico vede il nuovo Wavegarden Scotland come elemento attivo nel mantenimento e supporto della biodiversità e della flora locale, ma anche integrato in un contesto territoriale allargato che comprende un parco e vede la restituzione delle acque dell’Union Canal all’utilizzo di canoisti e vogatori e la presenza di tracciati ciclabili per una mobilità “lenta”.

Gli obiettivi che il progetto vuole realizzare sono molteplici. Se tutto andrà per il verso giusto, il nuovo Wavegarden Scotland, la cui realizzazione richiederà due anni di lavori a partire dal permesso di costruire, riuscirà prima di tutto a recuperare e valorizzare in modo innovativo un’area avviata a inizio Novecento e dismessa nel 1990 dal grande potenziale, che negli ultimi venti anni è stata spesso al centro di progetti di trasformazione rimasti sulla carta. Sfruttata per l’estrazione di pietra da taglio destinata al mercato locale, dopo l’abbandono si è infatti cercato di collocarvi una molteplicità di funzioni e attività, tra cui una discarica, proposta saggiamente bocciata da una consultazione pubblica alla fine degli anni novanta, un complesso turistico-ricreativo-residenziale con parco, un albergo e nuove abitazioni e un secondo complesso multifunzione con area servizi (uffici e commerciale) e residenze.

Attrazione anche turistica che si vuole essere in grado di portare a Edimburgo appassionati del surf non solo locali, la creazione di un surf park, in cui sarà anche attiva una scuola di surf, sarà anche di grande aiuto nel supporto ai piani nazionali di crescita di uno sport che nel 2020, con i Giochi di Tokyo, diventerà per la prima volta anche disciplina olimpica, per cui potrebbe diventare area fissa di allenamento.

Il nuovo parco cercherà di ripetere il successo di una trasformazione territoriale già sperimentata nel Regno Unito che potrebbe diventare un modello diffusamente applicabile. Il primo progetto britannico di arena artificiale per il surf è Snowdonia, che nasce a metà 2015 a Dolgarrog, nel nord del Galles, a recupero dell’area dismessa da un impianto di produzione dell’alluminio e, secondo i dati diffusi dalla proprietà Conwy Adventure Leisure ltd, nel 2017 è stato la meta di 155.000 visitatori.

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