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Valore degli alberi: i principali metodi di calcolo

Il valore degli alberi è stimabile attraverso metodi di calcolo, diffusi a livello internazionale. Ecco una panoramica

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Il valore degli alberi è stimabile attraverso opportuni metodi di calcolo, con procedimenti parametrici e formule, elaborati da esperti arboricoltori di tutto il mondo e pubblicati su riviste internazionali.

Metodo americano C.T.L.A. Method
Questo metodo è stato pubblicato per la prima volta nel 1951 da un’associazione statunitense che si dedica alla cura e alla valutazione economica degli alberi e del paesaggio, ovvero il “Council of Tree & Landscape Appraisers (C.T.L.A.)”. Da allora è largamente utilizzato in tutti gli Stati Uniti d’America.
Questo metodo attribuisce un valore monetario di base all’albero, moltiplicando le dimensioni del tronco per un costo unitario ipotetico (Unit Tree Cost). Tale valore viene successivamente modellato sulla base della specie della pianta, del suo stato di salute e della sua localizzazione.
Per effetto di queste modifiche, il valore monetario di base può solo diminuire. Nel caso di alberi di straordinario e riconosciuto pregio può, al massimo, rimanere invariato.

Metodo inglese Helliwell Method
Questo metodo per calcolare il valore degli alberi è stato pubblicato per la prima volta nel 1967 da Helliwell, un arboricolture inglese. Proprio all’inizio del nuovo millennio è stato rielaborato per apportare alcune correzioni ritenute necessarie. Il procedimento non è comunque stato stravolto nella sostanza.
Il metodo proposto da Helliweel restituisce il valore economico dell’albero dopo avere moltiplicato un importo monetario di base per sette fattori. Le dimensioni dell’albero, l’aspettativa di vita della pianta, l’importanza che la stessa riveste da un punto di vista paesaggistico, l’inserimento dell’alberatura nel contesto, la presenza di altre essenze vegetali (condizione sociale), lo stato di salute e, per finire, un particolare fattore chiamato Special Factor.

Metodo australiano Burnley Method Revised
Metodo pubblicato per la prima volta da McGarry e Moore nel 1988 e, 3 anni più tardi, riveduto e corretto dallo stesso Moore. Concettualmente è identico al C.T.L.A. Method. Infatti tutti i parametri presi in considerazione concorrono a ridurre un valore di base generico dell’albero. Nel Burnley Method Revised questo valore viene modellato sulla base dell’aspettativa di vita della pianta, dell’aspetto complessivo, della localizzazione e dello stato di salute della stessa.

Metodo neo-zelandese S.T.E.M.
Questo metodo per calcolare il valore degli alberi, pubblicato da Flook nel 1996, segue un procedimento a punti per attribuire un valore economico all’albero oggetto della stima. Le caratteristiche che questo metodo impone di prendere in esame sono: aspetto complessivo, rarità della specie, vigore e vitalità, importanza nel contesto, età, altezza, visibilità, presenza di altri alberi, ruolo nel contesto e adattamento al clima.
In questo caso, la stima del valore economico si raggiunge moltiplicando i punti ottenuti per il prezzo di vendita della pianta in vivaio e sommando, al risultato conseguito, i costi di messa a dimora e di manutenzione.

Metodo spagnolo Norma Granada
Norma Granada è un metodo pubblicato in Spagna nel 1990 dall’associazione spagnola dei parchi e dei giardini pubblici. Il concetto che lo ha ispirato è il medesimo del C.T.L.A. Method e del Burnley Method Revised.
Il valore di base generico dell’albero è regolato da fattori specifici quali il tasso di crescita, la longevità, le dimensioni, lo stato di salute e l’inserimento dell’albero nel contesto paesaggistico specifico.

Metodo danese VAT03 Method
Questo metodo, di Randrup, è nato nel 2005 dalla precisa esigenza di creare un modello di valutazione adatto agli alberi, al clima e al territorio specifico della Danimarca. I parametri utilizzati per la valutazione economica sono il costo della giovane pianta in vivaio, l’età, lo stato di salute e l’inserimento della stessa nel contesto paesaggistico.

Metodo inglese C.A.V.A.T. Method
Questo metodo per calcolare il valore degli alberi è stato pubblicato nel mese di Maggio 2008 da parte di Neilan C. Nasce con il preciso intento di fornire ai privati, agli uffici giudiziari ma, soprattutto, agli enti pubblici un metodo professionale di stima del valore economico degli alberi (C.A.V.A.T. è l’acronimo di Capital Asset Value for Amenity Trees).

A differenza di tutti gli altri metodi accennati, questo procedimento non è specie specifico, ovvero non tiene conto della specie dell’albero. L’importanza che noi oggi attribuiamo alle singole specie dipende da diversi fattori, fra i quali la quantità di materiale reperibile in vivaio, la moda del momento etc. Il valore di una pianta che per secoli ha sfidato la natura sopravvivendo a terribili bufere, periodi di siccità eccezionali, fitopatie devastanti ritengo che possa andare oltre alle mode e che possa tranquillamente sfuggire alla legge della domanda e dell’offerta.
Inoltre se è robusta, sana ed esteticamente apprezzabile, rimane comunque un capolavoro della natura.

Metodo svizzero modificato
La prima stesura di questo metodo si deve all’“Unione svizzera dei servizi dei parchi e delle passeggiate” alla fine degli anni ’60 del secolo scorso. Al contrario del metodo sviluppato in America, questo modello parte da un valore base costituito dal prezzo della pianta in vivaio che viene incrementato strada facendo sulla base di indici e parametri specifici.
Questo metodo è stato successivamente studiato e leggermente modificato da due autori italiani (Pirani e Fabbri, 1988) sulla base dei risultati ottenuti dall’applicazione alle piante pubbliche nel Comune di Milano. Molti comuni italiani hanno recepito nel Regolamento Comunale del Verde questa versione modificata.

Metodo tedesco
Concettualmente questo metodo per calcolare il valore degli alberi è identico a quello Svizzero ma, tiene conto di un maggior numero di parametri. In particolare vengono introdotti l’indice di inserimento ambientale, che valuta come la pianta si inserisce nel contesto paesaggistico, la distanza da altri eventuali alberi e un fattore che, per sommi capi, deprezza inesorabilmente l’esemplare se risulta gravemente danneggiato.

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