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Anish Kapoor

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Kapoor è sicuramente uno degli scultori più influenti e all’avanguardia della sua generazione; emerso agli inizi degli anni ottanta, le sue opere hanno sempre incontrato il rispetto e l’apprezzamento del pubblico, nonché la benedizione dei critici.

Scultore e architetto, di padre indiano e da madre ebrea irachena, a diciannove anni, dopo aver studiato due anni in Israele in una scuola di elettronica, si trasferisce in Inghilterra. S’iscrive alla scuola d’arte, desideroso di approfondire una ricerca che lo portasse a rispettare maggiormente le sue ragioni interiori. Leit-motiv nel suo percorso artistico sono l’androgino, ovvero la dicotomia femminile-maschile, la sessualità, il rito e, naturalmente, un uso più ampio del mezzo scultoreo e architettonico.

Risale alla fine degli anni ’70 la ricongiunzione con le radici indiane, grazie ad viaggio nella sua terra natale (è nato a Bombay nel 1954). La grande conquista è la consapevolezza di un’extraterritorialità, del situarsi sulla sottile linea di un confine, sul limite estremo di due culture, la cultura orientale e quella occidentale.

Verso la metà degli anni ’80, i dualismi e i dissidi si risolvono nell’unità, come se la vagheggiata unione degli opposti, maschile e femminile, tangibile e immateriale, interiore ed esteriore, si fosse finalmente avverata. Nascono Place, 1983, Pot for Her, 1984, Mother as a Mountain, 1985. Negli anni ’90 Kapoor crea un monumento per il Millennium Park di Chicago, The Bean. L’opera ha la forma di un grande fagiolo, lungo diciotto metri e alto nove, di acciaio inossidabile e posizionato in mezzo al pubblico. E’ un’opera senza centro, un grande specchio deformante, che riflette il paesaggio che lo circonda e il cielo, in un’unica superficie.

Kapoor non si ferma soltanto realizzare sculture, si dedica anche all’architettura. Le sue opere sono di dimensioni enormi ed innovative per materiali e valore simbolico. Un’opera del tutto insolita per forma e dimensione è la Taratantara, un’enorme doppia tromba lunga 50 metri, larga ed alta 35 metri, realizzata per il Baltic, Centro per l’Arte Contemporanea di Gateshead. Realizzata con un telone rosso in pvc, di consistenza simile a una gomma vellutata, essa delimita e circoscrive un “luogo”, fisico e psichico, con due aperture. Il risultato finale sbalordisce e affascina; l’opera si offre a sguardi molteplici, ad infinite letture, a numerose analogie: ricorda un ponte, un tunnel, un enorme papillon, un aquilone o un gigantesco caleidoscopio.

Anish Kapoor realizzerà con Cecil Balmond il progetto della costruzione del nuovo braciere olimpico che nel 2012 sarà acceso per l’inizio dei giochi olimpici di Londra. Il progetto è stato annunciato il 31 marzo del 2010 e il completamento della torre dovrebbe avvenire intorno a dicembre 2011. La torre è stata voluta a gran voce dal sindaco di Londra Boris Johnson e dal ministro delle Olimpiadi Tessa Jowell; fu deciso di farla perché nel 2008 il sindaco disse che a quel parco serviva “qualcosa” in più. La straordinaria opera in questione si chiama Arcelor Mittal Orbit, una torre alta 115 metri e diventerà il simbolo delle Olimpiadi di Londra del 2012 e che alcuni hanno già ribattezzato come la nuova Tour Eiffel. Una torre rossa che s’innalza in una spirale, ricordando la forma del DNA e che racchiude in sé i cinque cerchi olimpici. Questo monumento sarà più alto della Statua della Libertà e dominerà il parco olimpico londinese.

Alcune delle sue opere sono esposte a Milano presso la Rotonda della Besana.

Quando: Dal 31/05/2011 al 09/10/2011

Via Enrico Besana, 12 (Zona Porta Vittoria)

20122 Milano (MI)

C.C.

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