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Appalti pubblici di ingegneria e architettura, bilancio positivo fino a maggio 2014

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E’ ancora positivo il bilancio dei primi cinque mesi del 2014 per il settore degli appalti pubblici di ingegneria e architettura, secondo quando afferma l’ultimo aggiornamento dell’Oice-Informatel: complessivamente tra gennaio e maggio 2014 il valore è a +30,6% rispetto ai primi cinque mesi del 2013, e ciò nonostante il valore delle gare pubblicate a maggio 2014 sia in calo del 14,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con 24,5 milioni di euro contro i 28,6 di maggio 2013. 

Le gare emesse da stazione appaltanti pubbliche per servizi di ingegneria e architettura rilevate a maggio sono state 283 (di cui 19 sopra soglia), per un importo di 24,5 milioni di euro (10,1 sopra soglia, 14,5 sotto soglia); rispetto al mese di maggio 2013 il numero delle gare cala dell’11,6% e il loro valore del 14,3% (-42,8% sopra soglia e +31,7% sotto soglia).

Complessivamente tra gennaio e maggio 2014 sono state bandite in totale 1.517 gare che, rispetto al primi cinque mesi del 2013, calano del 5,1% (-9,2% sopra soglia e -4,8% sotto soglia), e raggiungono un valore complessivo di 193,9 milioni di euro, con un aumento sul 2013 del 30,6% (+48,2% sopra soglia e +2,2% sotto soglia).

Resta una costante ormai la tendenza al ribasso molto sostenuto con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a maggio il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2012 è al 35,9%, per le gare indette nel 2013 è al 35,5%.

Rispetto al quadro europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, il numero delle gare italiane è passato dalle 120 dei primi cinque mesi del 2013 alle 109 del 2014: -9,2%. Nell’insieme dei paesi dell’Ue il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo minore: -7,0%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo l’1,8%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 35,3%, Germania 17,7%, Polonia 8,3%, Svezia 6,3%, Gran Bretagna 4,7%.

Torna positivo anche l’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione): il valore messo in gara nei primi cinque mesi del 2014 cresce infatti del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2013, anche se il numero si riduce del 21,5%. Gli appalti integrati, considerati da soli, hanno un andamento molto migliore: crescono sia in valore, +32,7%, sia in numero, +14,5%. Il valore dei servizi di ingegneria e architettura compreso nei bandi per appalti integrati rilevati nei primi cinque mesi del 2014 è stato di circa 43,8 milioni di euro.

“Il risultato del mercato da gennaio a maggio è ancora positivo”, spiega l’ing. Patrizia Lotti, presidente Oice, “ma i dati di maggio destano qualche preoccupazione, soprattutto per il basso numero delle gare sopra soglia e per il valore medio a bando che scende di nuovo sotto i 100.000 euro. Dobbiamo aspettare i prossimi mesi per capire se riprendono gli investimenti in infrastrutture e se la crisi è davvero alle nostre spalle”. 

“Occorre dare”, continua Lotti, “una forte ‘spallata’ alla situazione che frena il mercato e rilanciare gli investimenti; su questo fronte, stando alle prime indiscrezioni relative al decreto-legge sulla Pa non possiamo che apprezzare la scelta del Governo Renzi di proporre la soppressione dell’incentivo del 2% ai tecnici della Pa che progettano e svolgono direzione dei lavori e collaudi, una battaglia che l’Oice combatte da sola da più di quindici anni”. 

La preisdente Oice plaude anche alla scelta di rafforzare i controlli tramite l’Anac di Raffaele Cantone: “Anche in questo caso viene accolta una nostra proposta di rafforzamento dei controlli, soprattutto ex post, cioè sull’esecuzione dei contratti. Altrettanto positive sembrano essere le norme sulla verifica dei requisiti e sulle autodichiarazioni che tentano di sciogliere alcuni nodi procedurali fonte anche di contenzioso. Aspettiamo con fiducia che queste norme vengano confermate”, conclude Lotti, “e che si possa aprire, anche con il recepimento delle direttive appalti pubblici, una nuova stagione di regole chiare, semplici e proconcorrenziali, nel rispetto dei ruoli di ogni operatore coinvolto e con l’obiettivo della qualità e della centralità del progetto.”

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