Apple vs Samsung, prototipi inediti in aula | Architetto.info

Apple vs Samsung, prototipi inediti in aula

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È iniziato il 30 luglio scorso quello che molti definiscono “il processo del secolo”, capace di influenzare il futuro mercato di smartphone e tablet. La ‘storica’ battaglia su brevetti e proprietà intellettuali tra i due colossi dell’industria mobile si è infatti trasferita in un’aula del tribunale di San Jose, in California, dove tra accuse e controaccuse il dibattimento sta entrando nel vivo.

Il designer Chris Stringer è stato il primo testimone per Apple ad apparire nel processo nella giornata di martedì, rivelando particolari del processo creativo interno, al fine di illustrare il percorso di progettazione dell’iPhone.

A tale scopo, Stringer, che lavora per l’azienda californiana dal 1995, ha anche portato in aula schizzi, fotografie e prototipi: le indiscrezioni della stampa statunitense parlano di 40 progetti di smartphone dalle forme più disparate, anche romboidali, che il team creativo di Apple avrebbe poi bocciato per arrivare a quella che sarebbe diventata la forma storica del primo “melafonino”.

Il designer ha mostrato anche i primi prototipi dell’iPad, che – ha sostenuto – esisteva già nelle menti di Cupertino fin dai primi anni 2000, anche se il brand riportava ancora la dicitura iPod e alcuni modelli includevano sul retro un supporto a cavalletto, simile a quello di una cornice fotografica.

Riguardo al processo creativo, il designer ha raccontato che esso coinvolge un piccolo gruppo di 15-16 persone riunite intorno a un tavolo da cucina con l’obiettivo di ideare il prossimo prodotto di Apple. Successivamente vengono elaborati i disegni in Cad ed eventualmente i modelli fisici delle proposte ritenute più interessanti. “Il nostro ruolo è quello di immaginare prodotti che non esistono e portarli alla vita – avrebbe affermato Stringer -. Siamo un gruppo particolarmente maniacale”. Il designer ha affermato che possono essere sviluppati anche 50 design diversi per un singolo particolare come un pulsante.

L’obiettivo della testimonianza di Stringer è stato dimostrare che, se è vero che gli smartphone esistevano prima di iPhone, quest’ultimo ha cambiato il modo di intenderli. Nel design, negli elementi costruttivi, nelle interfacce, nell’estetica e anche nelle dimensioni. Samsung, e tutti gli altri produttori, avrebbero in qualche modo “approfittato della rivoluzione di Cupertino”.

Per sapere cosa decideranno i dieci giurati, sette uomini e tre donne, e il giudice Lucy Koh, dovremo attendere circa un mese, durante il quale la sfida si combatterà a suon di design e tecnologia. La posta in gioco è altissima: la sentenza ha risvolti non solo economici – con Apple che ha chiesto alla rivale un risarcimento danni per la violazione dei suoi brevetti di 2,5 miliardi di dollari -, ma di sicuro impatto sul futuro delle due aziende ma anche dell’interra industria hi-tech.

O.O.

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