Architetti sul Titolo V: "Bene la competenza esclusiva dello Stato sul governo del territorio" | Architetto.info

Architetti sul Titolo V: “Bene la competenza esclusiva dello Stato sul governo del territorio”

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“Vi sono una serie di ragioni di Costituzione materiale – ampiamente condivise tra le categorie professionali e sociali – che inducono a sostenere la revisione costituzionale proposta dall’esecutivo. Il testo del disegno di legge governativo di revisione del Titolo V della Costituzione, infatti, licenziato in questi giorni, va senza dubbio nella giusta direzione che è quella di correggere quella che si potrebbe senz’altro definire come la ‘sbandata federalista’ del legislatore costituzionale del 2001, ampliando le materie attribuite alla legislazione esclusiva dello Stato, sopprimendo l’affollata scena della legislazione concorrente e reintroducendo il principio di supremazia dell’interesse nazionale”.

Lo ha dichiarato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “Restituendo alla competenza legislativa dello Stato materie come l’energia e le grandi reti infrastrutturali che, obiettivamente, non possono essere lasciate alla logica delle ‘piccole patrie’, il testo rappresenta bene lo spirito dei tempi, la nuova Costituzione materiale del Paese, stanco dei lunghi e inconcludenti riti legislativi e desideroso di principi chiari e decisioni certe.”

“Nella materia definita governo del territorio – afferma Pierluigi Mantini, docente di diritto amministrativo del Politecnico di Milano – il disegno di revisione costituzionale presentato dal governo Renzi supera in certo senso le stesse aspettative poiché la materia ‘norme generali  sul governo del territorio e l’urbanistica’ viene tout court attribuita alla competenza esclusiva dello Stato mentre si specifica che ‘le Regioni salvaguardano l’interesse regionale alla pianificazione e alla dotazione infrastrutturale del territorio regionale”.

Si tratta di una impostazione più volte sollecitata dal Consiglio nazionale degli architetti a testimonianza dell’impegno della professione volto a imprimere una svolta all’insegna dell’interesse nazionale, che possa manifestarli anche attraverso la semplificazione normativa, e che cerchi di superare l’attuale eccessiva frammentazione federalista.

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato che alla luce della proposta di riforma costituzionale, sarà finalmente possibile avere una legge nazionale di principi fondamentali del governo del territorio, cui le regioni si sono strenuamente e con successo opposte negli anni passati, con conseguente abrogazione di una confusa e ingente legislazione urbanistica che risale ai tempi della legge fondamentale del 1942: un’unica legge di principi è necessaria ed equa, non solo ai fini di semplificazione, ma anche per avere un comune regime nazionale della disciplina delle proprietà e della concorrenza – vincoli, perequazioni, compensazioni, regimi dei diritti edificabili, negoziazione urbanistica, e così via -.

Sarà possibile ristabilire il fondamentale principio che i confini amministrativi non hanno alcuna coincidenza geografica, paesaggistica e culturale con il territorio da governare e che la reale ‘concorrenza’, nel senso peggiore del termine, è avvenuta tra i governi regionali che hanno regolato la materia in maniera spesso contrastante su territori e ambienti che hanno storie e geografia comuni.

E ancora. Il nuovo assetto costituzionale consentirà di avere norme univoche e nazionali in materia di contenimento del consumo dei suoli, di riuso e di rigenerazione urbana, tema attuale e decisivo ma anch’esso frenato sin qui dalle regioni. Sarà possibile snellire e semplificare, con norme generali nazionali, la dismissione e la valorizzazione degli immobili pubblici, che ora si perdono nelle filiere delle politiche urbanistiche locali.

Attribuendo alla legislazione esclusiva dello Stato le ‘norme generali sul procedimento amministrativo’ sarà possibile ora stabilire termini certi, per tutto il territorio nazionale, per l’esercizio del potere amministrativo e della revoca degli atti amministrativi, così favorendo la certezza di Dia, Scia e degli atti di ‘autoamministrazione’ certificati sulla base della responsabilità professionale. Analogamente sarà possibile una più forte e incisiva semplificazione normativa, basando, ad esempio i regolamenti edilizi comunali su linee guida nazionali di tipo esistenziale-prestazionale, sulle caratteristiche degli edifici e del costruire sostenibile.

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