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Architettura “in bilico” su una vecchia mulattiera

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“Scopo del progetto è ridisegnare l’immagine della strada che conduce a Passo Rombo senza causare dissonanze cromatiche tra la natura incontaminata e i nuovi elementi introdotti”. Così l’architetto altoatesino Werner Tscholl descrive il suo progetto per il Passo del Rombo, il punto di confine più alto tra Austria e Italia a 2.500 metri di altitudine.

La strada, che un tempo era una mulattiera, unisce l’italiana Val Passiria all’austriaca Ötztal ed è stata trasformata dall’architetto in un sistema di padiglioni e punti panoramici, direttamente accessibili e attraversabili, sono stati pensati come sculture nel paesaggio con il compito di fornire ai visitatori un’esperienza sensoriale ed emozionale.

Questi elementi si prefigurano non solo come episodi celebrativi di un’importante realizzazione stradale degli anni Cinquanta, ma soprattutto come precisi strumenti di lettura e misura della topografia e della natura del luogo.

Il vetro, utilizzato per ricoprire le pareti interne, è sfaccettato per far assomigliare i padiglioni all’interno di una grotta di ghiaccio. In uno di essi è posizionata una teca che espone un modello in scala del Passo, mentre tutto intorno si possono ammirare immagini storiche stampate su vetro. La storia della strada – dalla visione iniziale alla sua costruzione, fino alla sua apertura nel 1959 e al suo prolungamento fino al Sud Tirolo nel 1968 – è spiegata anche con una serie di testi brevi e di facile lettura.

O.O.

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