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Architetture d'arte

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10 settembre – 1 novembre 2010
via Giovanni Acerbi 47, Mantova

Marcello Morandini (nato a Mantova nel 1940, ma ben presto trapiantato a Varese) espone alla Casa del Mantegna con una selezione di opere particolarmente rappresentative della sua ricerca. Lo spazio espositivo appare ideale per il rigore geometrico della progettazione architettonica: i moduli compositivi della splendida dimora rinascimentale trovano infatti una ideale consonanza con il rigore geometrico che connota la sua ricerca espressiva.

Le sue opere di Morandini trascendono le rigide classificazioni dell’arte, nonostante il rigido controllo formale. Seguono piuttosto dei modelli matematici. Nonostante la modularità, sono tendenzialmente a-scalari. Torsione, tensione, espansione sovrapposizione danno vita a opere multidimensionali. La loro afferenza al mondo dell’Optical è solo apparente: gli algoritmi fanno sì che la loro lettura vada oltre la visione per arrivare alla sfera della razionalità.

Non sono per nulla definiti i confini fisici tra le tre dimensioni. E nemmeno tra il manufatto artistico e il design, tra l’arte intesa come fenomeno aulico e la grafica, che ha una sua ripetibilità infinita e delle precise istanze funzionali.

Soffermiamoci su quest’ultimo punto. Forte della sua remota formazione architettonica, per il cortile di quella splendida location Morandini inventa un segno “site specific”. Si affida alla qualità della stampa digitale per riproporre sul laminato un pattern grafico a rivestimento del basamento della facciata curva in mattoni rosati. Giocato sui toni bianco/grigio/nero, è stato sviluppato con il know how tecnologico di Abet Laminati, che è anche sponsor della mostra.

Nonostante l’inequivocabile motivo geometrico, l’intervento si armonizza con il contesto in modo perfetto. Anzi, ne disvela nuove potenzialità linguistiche.

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