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Avanti vinile!

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Un fenomeno domina il design contemporaneo. Pur nella sua carica evolutiva, il progetto è pervaso dalla trasversalità, che spesso mette in relazione anche temi lontani nel tempo. In questo caso, una tipologia arcaica di apparecchio tecnico viene rivisitata secondo soluzioni costruttive allineate alle risorse del presente.

Una ventina di anni fa i CD iniziavano ad affacciarsi sul mercato. Ovviamente, anche il tipo di strumento per la loro lettura annunciava la scomparsa del giradischi. Il mistero del laser faceva sembrare i solchi delle tracce obsolete.

Ora quel magico cerchio nero non solo ha dimostrato di essere sopravvissuto come feticcio in tiratura limitata per pochi intenditori – a tutt’oggi perfino Lady Gaga e Madonna editano anche in vinile – ma sta richiedendo una nuova generazione di giradischi. Infatti, per i cultori del 33 giri i vecchi esemplari, probabilmente, sono entrati in rottamazione.

Tanta innovazione e, soprattutto, niente nostalgia. Anche il pubblico più conservatore deve confrontarsi con modelli ricchi di contenuti nuovi.

La logica della riduzione e della miniaturizzazione riguarda anche la categoria di apparecchi legata all’idea della fisicità. Sottili lastre di perspex inglobano i micro-meccanismi che fanno girare il piatto o il pick-up. A favore della smaterializzazione, si esibiscono volentieri anche le cinghie di trasmissione. E quando si desidera ripercorrere il gusto per la materia piena, lo si fa in termini contemporanei, spettacolarizzando l’acciaio lucidato o tornito.

Dal linguaggio neo-spaziale alle soluzioni cyber-punk, il design contemporaneo non cede alla tentazione delle forme baroccheggianti e organiche. I “tamarri” devono accontentarsi dei lettori CD ereditati dagli anni ’90: il rigore è un nuovo valore.

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