Barbie, compagna di giochi e icona | Architetto.info

Barbie, compagna di giochi e icona

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La storia di Barbie inizia nel 1938, quando due giovani sposi, Ruth ed Elliot Handler, vanno a vivere a Los Angeles. Le varie vicende professionali che coinvolgono la coppia portano, nel 1945, alla nascita del nome “Mattel” dove “Matt” sta per Mattson ed “el” per Elliot. Hardol Mattson, amico di Elliot, lavora con lui nel garage di casa, trasformato in un vero e proprio laboratorio. Qui producono manufatti di legno e in seguito anche mobili per case di bambole. Ruth collabora attraverso le sue idee, avviando la Mattel verso una produzione rivolta sempre più al mondo dei giocattoli. Vorrebbe anche iniziare a produrre le bambole.

Ruth, osservando sua figlia Barbara e le sue amiche giocare con bambole di carta che trasformavano in cheerleader, donne in carriera o studentesse universitarie, capì l’importanza di questo “gioco di ruolo” e prese atto della mancanza di una bambola adulta sul mercato.

Nel 1959, in occasione della Fiera del Giocattolo di New York, Ruth ed Elliot Handler e il loro socio Harold “Matt” Matson, presentarono Barbie: la bambola pin-up adolescente. Solo nel primo anno vendettero 351.000 esemplari. La bambola aveva misure perfette, una vita sottile, gambe lunghe, busto florido e tratti del volto dettagliati. Era impacchettata in una bella scatola di cartone bianco con il coperchio illustrato da disegni raffiguranti alcuni abiti della sua collezione. Nacque così il mito della Barbie.

Nel 1961 compare Ken, il fidanzato di Barbie (Kenneth è il nome del figlio degli Handler). Alla crescita della famiglia si aggiunge, nel 1963, Midge, l’amica di Barbie. Il 1964 è l’anno in cui Barbie approda in Italia. Nel 1964 Barbie cambia completamente la fisionomia del volto e il tipo di trucco, compaiono le ciglia in fibra sintetica applicate sugli occhi dipinti, più grandi, i capelli cominciano ad allungarsi, sciolti sulle spalle e sono trattenuti da un nastrino alla sommità del capo. Un nuovo brevetto permette l’articolazione in senso rotatorio del busto, questa nuova bambola viene battezzata twist ‘n turn.

Barbie è stata studentessa, ingegnere, maestra, medico: una donna in grado di ricoprire qualsiasi ruolo all’interno della società, dalla mamma alla donna in carriera. Una donna che può avere tutto: animali, figli magnifici, vestiti, case da sogno. Con lei sono cresciute milioni di bambine in tutto il mondo. E’ stata criticata, accusata di materialismo, consumismo. Per alcuni incita al culto dell’apparire. Di certo un modello di bellezza ma tra le mani delle bambine, chiuse nelle loro camere, forse Barbie è semplicemente uno strumento per sognare, per immaginare la propria vita, il proprio futuro.

E tra discussioni e cambiamenti fisiognomici continua ad essere uno dei giochi più amati del mondo. Frutto di un design che sfida la perfezione e che, come ogni invenzione geniale, conserva un germe di originalità difficilissimo da imitare.

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