Biennale internazionale di architettura Barbara Cappochin | Architetto.info

Biennale internazionale di architettura Barbara Cappochin

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A Roma, proprio in questi giorni, i visitatori possono fruire in anteprima degli spazi del MAXXI, il nuovo Museo delle Arti del XXI secolo progettato dall’architetto Zaha Hadid, prima donna a vincere (nel 2004) il Premio Pritzker. Mentre il MAXXI apre le porte in via d’eccezione al grande pubblico (sabato 14 e domenica 15 novembre), a Padova continua la più grande e completa retrospettiva mai allestita dei progetti dell’archistar, ospite d’onore di questa IV edizione della Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”: un’esposizione che, attraverso i progetti e le opere, racconta la sua concezione nuova dell’architettura e del design. L’architetto angloirachena lega così Padova, promossa a portavoce del suo stile innovativo, a Roma, dove il MAXXI rende tale stile tangibile.

Per l’allestimento nel salone medievale di Palazzo della Ragione a Padova, Zaha Hadid ha ideato un sistema composto da innumerevoli blocchi differenziati, ognuno destinato alla presentazione di un progetto, attraverso una grande varietà di mezzi: disegni, dipinti, fotografie, modelli, prototipi, video…. Molte dunque le opere esposte, tra le quali numerose realizzate in Italia: dall’ormai noto MAXXI di Roma al Citylife Tower & Masterplan di Milano, dal Salerno Maritime Terminal di Salerno al Museum Of Nuragic & Contemporary Art di Cagliari, dal Regium Waterfront di Reggio Calabria, all‘High-Speed Train Station di Napoli Afragola… In mostra, ancora, il nuovo progetto del centro commerciale e direzionale della città di Jesolo (Venezia), presentato proprio all’inaugurazione della mostra di Zaha Hadid per la Biennale. Un legame assodato, dunque, quello che unisce il grande architetto contemporaneo all’Italia: un legame che – grazie anche alla maestria di aziende, imprese edili e artigiani, da sempre abituati a misurarsi con il gusto italiano -, riesce a dar vita sia a grandi costruzioni architettoniche che ad opere di raffinato design, come Genesy Lamp per Artemide e Crevasse Vases per Alessi, sempre esposti a Padova.
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L’allestimento, disegnato dallo stesso studio londinese di Hadid, è stato una vera e propria sfida dal punto di vista progettuale, essendo richiesto di coniugare le caratteristiche storiche del salone con l’inconfondibile “stile Hadid”, caratterizzato dalla liquidità e dalla fluidità digitale. Concepita come un paesaggio urbano interno, la mostra, una retrospettiva dei lavori di Zaha Hadid Architects, è di fatto una gigantesca installazione: «un campo ondeggiante definito da algoritmi che introducono la complessità e generano una condizione di interno urbano», dove «lo spazio diviene un paesaggio fluido ininterrotto che collega tra loro i vari frammenti e grappoli».

La mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00 e visitabile fino al 1° marzo 2010.

Fino alla primavera 2010 sarà in esposizione anche il Tavolo dell’Architettura, in piazza Cavour a Padova, disegnato dallo studio Zaha Hadid Architects e realizzato interamente in legno lamellare (56 metri cubi di legno di pioppo). Il tavolo, che espone una scelta delle opere che hanno partecipato al Premio Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin”, è una vera e propria opera d’arte dalle forme sinuose che richiamano la spirale di un’elica: 20 metri di lunghezza, 2,3 metri di larghezza, un’altezza di 1,5 metri e un peso pari a 7,5 tonnellate. L’installazione diventa nella piazza un grande elemento di arredo urbano, in cui i piani ondulati che espongono le opere del premio sono un tutt’uno con le forme morbide delle sedute. A conclusione della Biennale il tavolo sarà esposto in diverse piazze d’Italia, e poi a Parigi, Londra,… per giungere a Tokyo nel 2011, al Congresso Mondiale degli Architetti.

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