Bye-bye Kodak | Architetto.info

Bye-bye Kodak

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Il marchio, fondato nel 1888 da George Eastman, ha dominato per un secolo il mercato analogico diventando per molti il sinonimo stesso di fotografia. In questi giorni Kodak ha annunciato lo stop alla produzione di macchine fotografiche analogiche e digitali, causa bancarotta, ma continuerà quella dei rullini.

Per alcuni sono state le settimane più brutte della storia della fotografia. Una delle sue aziende simbolo, la statunitense Eastman Kodak, ha infatti fatto ricorso, il 19 gennaio 2012, al Chapter 11, che nella finanza americana significa fallimento, attraverso una richiesta di amministrazione controllata.

Pochi giorni fa l’azienda ha annunciato di abbandonare la produzione di macchine fotografiche analogiche e digitali, videocamere, cornici digitali, e di rinunciare al suo nome sull’insegna del teatro di Hollywood che accoglie la cerimonia degli Oscar. Resteranno attivi soltanto il servizio post-vendita, il supporto tecnico, la stampa, gli accessori e la produzione delle pellicole fotografiche, i celebri rullini, tranquillizzando gli animi dei fedelissimi alla fotografia analogica.

La storia di Kodak inizia nell’aprile del 1880, quando George Eastman prende in affitto il terzo piano di un edificio in State Street a Rochester, e inizia la produzione di lastre secche destinate alla vendita.

“Si fece gradualmente strada nella mia mente – diceva Eastman – l’idea che non stavamo semplicemente fabbricando lastre secche ma che stavamo trasformando la fotografia in un’attività quotidiana“. Ossia, come spiegò più sinteticamente, “stavamo rendendo la fotografia semplice come disegnare”.

Gli esperimenti di Eastman erano infatti tutti rivolti all’uso di un supporto più leggero e flessibile del vetro. Il primo approccio fu stendere l’emulsione fotografica su carta, quindi caricare la carta in un portarullo.

Tuttavia la carta non era un materiale del tutto soddisfacente come supporto per l’emulsione in quanto la grana poteva essere riprodotta anche sulla foto. La soluzione di Eastman fu di rivestire la carta prima con uno strato di gelatina solubile, quindi con uno di gelatina insolubile fotosensibile. Dopo l’esposizione e lo sviluppo, la gelatina contenente l’immagine veniva rimossa dalla carta, trasferita su un foglio di gelatina trasparente e spennellata con collodio, una soluzione di cellulosa che formava una pellicola resistente e flessibile.

Grazie ai continui perfezionamenti del rullo di pellicola trasparente e del portarullo, Eastman modificò completamente la direzione del suo lavoro e fondò le basi per la nascita della fotografia amatoriale.

“Quando cominciammo a lavorare al progetto della pellicola fotografica, ci aspettavamo che tutti quelli che utilizzavano le lastre di vetro sarebbero passati alle pellicole. Invece scoprimmo che il numero di quelli che adottarono la pellicola era relativamente basso. Per espandere la nostra attività, dovevamo mirare al grande pubblico – dichiaro Eastman in seguito -“.

Con lo slogan “Voi premete il bottone. Noi facciamo il resto”, nel 1888 George Eastman presentò al mondo la prima fotocamera facile da usare per il mercato di largo consumo. Compiendo questa impresa, Eastman rese semplice e accessibile a tutti un processo fino a quel momento complesso e difficile da gestire.

La prima macchina fotografica Kodak, già caricata con una pellicola sufficiente per 100 pose, era facile da trasportare e poteva essere tenuta in mano durante lo scatto delle foto. Il costo dell’apparecchio era di 25 dollari. Una volta esposta la pellicola, l’intero apparecchio veniva rispedito a Rochester, dove la pellicola veniva sviluppata, le fotografie stampate e una nuova pellicola veniva inserita nella macchina. Questo procedimento veniva eseguito al prezzo di 10 dollari.

Sempre nel 1888, la parola Kodak venne registrata come marchio. Sono state fatte diverse congetture sull’origine di questo nome. La verità è che Eastman se lo inventò di sana pianta. Come egli stesso spiegò: “Trovai io il nome. La lettera “K” era una delle mie preferite, perché trasmetteva l’idea di qualcosa di solido e incisivo. Si trattava di trovare la giusta combinazione di lettere che componevano parole che iniziavano e terminavano con una “K”.

Da allora la Eastman Kodak Company è stata all’avanguardia nell’offrire nuovi prodotti e tecniche per semplificare sempre di più la fotografia e renderla più utile e divertente. La fiducia di Eastman nell’importanza della pubblicità, per la società e il pubblico, era illimitata. I primissimi prodotti Kodak furono reclamizzati sui principali quotidiani e periodici dell’epoca e i testi venivano scritti dallo stesso Eastman. In Italia è da ricordare la pubblicità che con l’attore Davide Marotta e il suo Ciribiribì è andata in onda dal 1987 al 1997.

Seguendo la strada tracciata da Eastman, il cui obiettivo era rendere la fotografia “semplice come disegnare”, Kodak ha continuato a innovare il nostro modo di interagire con le immagini. Il marchio è oggi noto praticamente in ogni angolo del mondo. L’epilogo già lo conosciamo.

O.O.

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