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Chandigarh protagonista a Shenzen

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La città di Chandigarh, in India, ai margini della pianura del Punjab ai piedi dell’Himalaya, è stata costruita per sostituire la vecchia capitale Lahore, persa al Pakistan nel 1947. Il masterplan fu progettato da Le Corbusier, nel 1953, immaginando una città divisa per funzioni differenziate: residenziale, industriale, istruzione (con un centro per lo studio delle opere e l’eredità di Gandhi), ricerca, commerciale e uffici, e il complesso governativo. 

Il verde attraversa la città che è costruita su una griglia rettangolare. Adesso è una città di un quarto di milione di abitanti, che non è mai stata veramente in sintonia con l’anima dell’India e le sue architetture sembrano troppo suscettibili all’usura del clima indiano.

La Shenzen & Hong Kong Biennale 2011, nata nel 2005, è la prima dedicata all’urbanistica e paesaggio, il programma ha incluso più di 30 mostre, simposi, tavole rotonde e spettacoli. 

Mostre realizzate appositamente per la Biennale, come casi di studio di città che hanno meno di 60 anni, una mostra che esplora lo sviluppo delle varie forme di trasporto urbano e recenti progetti in costruzione a Shenzhen. Essa comprende anche mostre e presentazioni di materiali storicamente significativi, molti dei quali portati per la prima volta in Asia

Una serie di video curati da David van der Leer vedono Chandigarh come una delle città protagoniste della mostra ‘and than becames a city’ costituita da per la Shenzhen e Hong Kong city bi-Biennale di urbanistica e architettura 2011. La mostra esplora la vita quotidiana di sei città fortemente pianificate lungo il corso di 60 anni: Gabarone, Chandigarh, Shenzhen, Almere, Las Vegas, e Brasilia studiandone le intenzioni originali e gli obiettivi raggiunti o meno per capire se e come queste città forniscono un modello per il futuro di nuove città.

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