Come sara' il XXI Salone del Restauro 2014? | Architetto.info

Come sara’ il XXI Salone del Restauro 2014?

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Sono passati quasi due anni dal sisma dell’Emilia, un evento che per la prima volta in Italia ha messo in luce anche la fragilità del territorio nella sua struttura produttiva mentre i piccoli centri della pianura si ritrovavano spogliati di molti, quanto necessari e vitali, luoghi della memoria. Sono passati quasi due anni e molto è stato fatto: prima nel ridare vigore e soprattutto nel non disperdere l’humus produttivo, anche specializzato, che qualifica un territorio economicamente abituato a competere e a svilupparsi, poi nella misurazione e nella stima dei danni, nella messa in sicurezza dei patrimoni mobili ed immobili, ed ora nell’avvio dei progetti, delle gare d’appalto, dei lavori.

La Regione Emilia-Romagna ha messo in atto un notevole percorso di trasferimento di risorse economiche che fanno e faranno dei territori dei cratere, che noi preferiamo chiamare oggi la Comunità dei Comuni, un esteso e diffuso laboratorio di progetto architettonico ed urbano. È facile comprendere che i tempi, seppure velocizzati, non saranno immediati. In un Paese come il nostro in cui per le leggi di controllo e di processo mediamente è un miracolo se a fronte di risorse disponibili si impiegano solo 36 mesi per pensare a un progetto e metterlo in cantiere, il passaggio verso la realizzazione delle opere è e sarà graduale ma seguirà una curva progressiva. Eppure questo tempo non deve restare incompreso o peggio ancora essere banalizzato. 

È un tempo in cui il progetto deve essere condiviso, partecipato e definito, perché molte realtà della Comunità dei Comuni non hanno solo di fronte la necessità della ricostruzione ma anche il desiderio di ridefinire un ruolo e un significato della forma urbana per valorizzare una qualità storica e vocazionale, forse fin troppo sopita, negli ultimi trent’anni. Il patrimonio storico non è infatti solo materiale ma anche costituito da memorie. E forse non è un caso se anche il lessico trova similitudini coerenti. Infatti da quell’atto di misericordia materica, che connette a doppio filo la spiritualità del territorio (in cui oltre cinquecento fra luoghi di culto e parrocchie sono stati danneggiati o distrutti) con la sacralità di una materia fisica rappresentativa di un significato e quindi di un valore di affezione e appartenenza, si sta ora sviluppando un confronto di saperi altrettanto ricco e profondo. Come e dove ricostruire? L’anno scorso il Salone del Restauro ebbe il coraggio di entrare volutamente a gamba tesa in questo dibattito, ponendo sul tavolo della discussione il difficile quanto stimolante slogan del Dov’era ma non com’era, proprio per focalizzare l’attenzione sul significato, tanto importante per gli architetti, del ruolo del progetto, che non può essere annullato o semplificato esclusivamente all’interno di una rassicurante azione di ricostruzione mimetica. 

Quest’anno il XXI Salone del Restauro valorizza il ruolo dei territori in tutte le sue realtà. Quelle delle realtà comunali impegnate nei piani di ricostruzione ed ora raccolte nell’immagine della Comunità dei Comuni per esprimere l’esigenza di lavorare insieme, sia con i cittadini, sia tra le amministrazioni stesse, perché molti problemi sono comuni e molte processi di trasformazione vanno compresi e resi possibili nella coerenza culturale delle tradizioni costruttive e nella continuità del paesaggio della nostra pianura;

Quella della Regione Emilia-Romagna, che ha posto le basi economiche per la ricostruzione e che presenta al XXI Salone del Restauro di Ferrara i numeri e le parole chiave di questo grande impegno da oggi identificabili in lavoro concreto (bandi e gara d’appalto). 

Quelle degli ordini professionali delle province coinvolte nel cratere e primi fra tutti gli Ordini degli architetti che si sono impegnati, con il ruolo di coordinamento della Federazione regionale, a realizzare per il XXI Salone una selezione di progetti e delle giornate di formazione coinvolgendo le migliori professionalità del territorio operanti sul campo del restauro e del recupero.

Quelle degli enti religiosi e delle curie vescovili che si sono fortemente dedicate, soprattutto per il patrimonio architettonico e culturale, ad una complessa opera di ricostruzione della memoria e dei luoghi di culto e del simbolo sacro.

Quelle della Direzione regionale del Mibact e delle Soprintendenze, fin dal primo momento in prima linea, nella definizione del quadro dei danni, delle messe in sicurezza ed ora nell’atto di sviluppare importanti linee di approccio progettuale;

Quelle della ricerca universitaria presente al Salone con diversi modalità, nate anche attraverso l’impegno didattico di laboratori di sintesi finale dei corsi di laurea in Architettura e non solo, che cercano di sviluppare metodologie innovative di analisi e di proposta progettuale e tecnologica; un ruolo che è rafforzato anche dall’importante presenza dei laboratori di ricerca della Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna.

Ma lo sforzo di comprendere la realtà non si ferma all’Emilia. Il processo di confronto è esteso e travalica i confini dell’Italia e dell’Europa per approdare ai mercati in crescita (Brasile, India ad esempio) in cui il rapporto con la conservazione della memoria diventa sempre più problematico. Quindi il XXI Salone del Restauro di Ferrara propone e rafforza il tema del Novecento come ambito di confronto a 360° (dalla salvaguardia dei Villaggi Eni al Brutalismo polacco) e porta al Salone mostre, convegni e ricerche in cui si rileggono i progetti di architetti come Oscar Niemeyer, Vilanova Artigas, Lina Bo Bardi, Joaquim Guedes, Oswaldo Correa Gonçalves, Carlos Millan ed altri in un dibattito aperto (coinvolgimento studiosi ed importanti architetti brasiliani come Marlene e Marcos Acayaba) sulle tematiche conservative e di valorizzazione; ma cercando al contempo di presentare, in numeri e quadri di competenza tecnica e di impresa, l’attuale mercato del restauro in Brasile, in cui le abilità italiane possono risultare molto importanti in un prossimo imminente futuro. 

Fig.: “Casa Milan” progetto architettonico di Marcos Acayaba e progetto paesaggistico Marlene Milan Acayaba (©Marcos Acayaba)

Un rapporto che l’Università degli studi di Ferrara sta consolidando con molte lauree a doppio titolo convenzionate con una delle più importanti istituzioni brasiliane, la Pontificia Università Cattolica del Paranà (PUCPR) di Curitiba, sia in Architettura che in Design del prodotto, ma anche in economia e lingue e letterature straniere. Questo sarà solo il primo passo per avanzare anche nello sviluppo di programmi e di progetti tra le due università promuovendo l’ingresso dell’università di Ferrara nella rete delle università italiane che partecipano al programma Scienza senza Frontiere, promosso dal Governo Federale del Brasile. 

Ecco perché quest’anno al XXI Salone del Restauro sarà presente un’importante delegazione di prorettori e docenti universitari brasiliani che arricchiranno e stimoleranno il confronto. Un confronto che mantiene attivo anche il rapporto con il mercato indiano attraverso la mostra sul Centro storico della Città Blu: Jodhpur nell’India del Nord, che venne dipinta di blu per identificare le case dei Bramini, che non potevano essere toccate da persone di altre caste, ma che sono state invece analizzate e rilevate durante un workshop internazionale istituito dallo stato indiano del Gujarat ed organizzato dal Dipartimento di architettura dell’università di Ferrara e dall’università Cept, Centre for Environmental Planning and Technologies di Ahmedabad, come prima iniziativa prevista dall’accordo quadro di cooperazione recentemente firmato tra le due Università.

Fig.: Un’immagine di Johdpur

Il progetto, come non è mai avvenuto, è centrale in questo XXI Salone del Restauro di Ferrara e il confronto progettuale, che si sviluppa fin dalla prima giornata con i vincitori del IV edizione del Premio internazionale Domus Restauro e conservazione Fassa Bortolo (e la tradizionale mostra contenente tutte le proposte candidate), dimostra come il valore del progetto della memoria non si cristallizzi in un mero atto di pura conservazione ma potenzi il testo storico in un linguaggio anche contemporaneo alla vita e alla qualità dei luoghi.

Non è un progetto facile. È un progetto che richiede competenze interdisciplinari e sensibilità non comuni, ma è indiscutibilmente il miglior banco di prova per il ruolo dell’architetto, soprattutto nella realtà economica e culturale attuale, nella società italiana e di molte altre parti del mondo. Ecco come il XXI Salone del restauro di Ferrara mette al centro il progetto (di ricostruzione, di restauro, di recupero, di valorizzazione) del patrimonio culturale, architettonico ed urbano offrendo per la prima volta l’opportunità di corsi e giornate di formazione accreditate per la formazione permanente di architetti e tecnici abilitati, che rende merito a tanti sforzi integrati di tutti gli enti, pubblici e privati, dagli ordini professionali e delle imprese del territorio.

L’autore


Marcello Balzani

Professore associato presso il dipartimento di Architettura dell’università di Ferrara, ha insegnato presso gli atenei di Firenze e Milano. Come direttore del Centro per lo sviluppo di procedure automatiche integrate per il restauro dei monumenti – Diaprem (Development of Integrated Automatic Procedures for Restoration of Monuments) dell’Università degli studi di Ferrara è responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali. Dal giugno 2008 al 2012 è stato vicedirettore del dipartimento di Architettura dell’università di Ferrara. Dal marzo 2010 è responsabile scientifico del laboratorio TekneHub del Tecnopolo dell’università di Ferrara afferente alla Piattaforma costruzioni rete alta tecnologia Regione Emilia-Romagna e dall’ottobre responsabile scientifico della Piattaforma costruzioni, ruolo per il quale è fortemente coinvolto nella struttura di ricerca che opera nel territorio emiliano colpito dal sisma del maggio 2012. 

È membro dell’Unione italiana per il disegno, dell’Istituto nazionale di urbanistica, dell’Icomos e della Focus Area Cultural Heritage, Horizontal Issue “Archaeology”, dell’European Construction Technology Platform. È stato membro di giuria e presidente di giuria di concorsi e premi di architettura nazionali ed internazionali, tra i quali il premio “Innovazione e qualità urbana”, il premio internazionale “Architettura sostenibile”, il premio internazionale “Domus Restauro Architettonico”, che ha contribuito a fondare e sostenere. Afferisce al centro “Architettura>Energia” del dipartimento di Architettura dell’università di Ferrara ed è responsabile scientifico del WebgisLab del Consorzio ferrara ricerche. È direttore delle riviste di architettura “Paesaggio Urbano” e “Architetti, idee cultura e progetto”.

 

Riferimenti Editoriali


Architettura storica e terremoti

Frutto di una ricerca promossa dal Miur, il volume contiene le nozioni più importanti per i restauratori e gli strutturisti che si occupano di conservazione di manufatti storici. 

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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Riferimenti Editoriali


Tecniche di restauro

La guida di riferimento per le tecniche di restauro e recupero degli edifici

Composta da un volume e da una banca dati su Dvd, l’opera aggiorna le schede operative dell’opera “Tecniche di restauro” proponendosi come nuova guida per la consultazione e l’applicazione delle tecniche di restauro.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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Riferimenti Editoriali


Costruzioni storiche in muratura

Vulnerabilità sismica e progettazione degli interventi

Un pratico strumento di riferimento per ingegneri e per tutti i tecnici che devono progettare interventi secondo la normativa antisismica. L’opera offre dati e indicazioni utili per analizzare i meccanismi di danno, valutare la sicurezza degli edifici, progettare interventi di miglioramento sismico su edifici esistenti e intervenire su tutti gli elementi della struttura. 

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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Corrosione e diagnostica delle strutture in calcestruzzo armato

Destinato al progettista e ai professionisti del settore, il volume offre strumenti analitici e operativi utili alla progettazione di opere durevoli, alla previsione della loro vita utile e residua e all’individuazione del periodo economicamente ottimale per la realizzazione degli interventi di manutenzione sulle strutture. Completa l’opera il software Travilog Modulo sezioni LT per il progetto e la verifica di sezioni in calcestruzzo armato.

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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