Come si produrra' l'energia nel 2030? | Architetto.info

Come si produrra’ l’energia nel 2030?

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Innovazione tecnologica e culturale sono, secondo i giovani ingegneri e architetti del concorso “enertour 4 university students”, la ricetta giusta per l’Italia energetica del 2030.

Queste le conclusioni del concorso organizzato dal Tis Innovation Park di Bolzano e dalla Fondazione Cassa di Risparmio che ha voluto stimolare le giovani menti delle facoltà tecniche italiane affinché si immaginassero come l’Italia produrrà energia nel 2030.

Dai moduli fotovoltaico-eolici destinati ai 5.000 km di autostrade italiane alla vernice fotovoltaica applicabile come una pasta liquida sui fogli di acciaio utilizzati in architettura pensati da Giuseppe Petruzzella del Politecnico di Bari, passando però anche per un imprescindibile cambio di mentalità nei tecnici che, secondo Irene Guercio dell’Università Politecnica delle Marche, attualmente sono “miopi alle infinite soluzioni per realizzare costruzioni edili che siano ad emissione zero o rendano gli edifici passivi”. Sono queste alcune idee premiate tra i 18 vincitori del contest.

Tra le soluzioni presentate le tecnologie legate al fotovoltaico e all’eolico la fanno da padrone, ma alcuni si sono anche concentrati su biogas, produzione decentralizzata di energia e solare termodinamico. Tutti i progetti comunque sottolineano l’importanza di una produzione di energia che integri le diverse fonti e che ci si debba concentrare su quelle rinnovabili e poco inquinanti.

“Siamo riusciti a mettere in rete il mondo energetico altoatesino costituito dalle imprese del settore e dalla ricerca con gli studenti delle facoltà di architettura e ingegneria appartenenti a sette regioni italiane – ha affermato Nikolaus Tribus, presidente del Tis -. Grazie a questo concorso contiamo di incrementare lo scambio di esperienze e di sapere tra i giovani talenti a livello nazionale e gli attori del settore energetico“.

O.O.

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